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dal 15 al 25 marzo 2016
dal martedì al sabato h 21 domenica h 18 | Sala Giancarlo Nanni

il Teatro del Carretto

LE MILLE E UNA NOTTE
drammaturgia e regia Maria Grazia Cipriani
scene e costumi Graziano Gregori

con
Elsa Bossi
Fabio Pappacena
Giacomo Vezzani

Suono Luca Contini
Luci Fabio Giommarelli

 

Raccontate le storie della vostra vita, riversateci sopra il vostro sangue
e le vostre lacrime e il vostro riso, finché non fioriranno

 " In quella che è una delle più straordinarie raccolte di storie di tutta la letteratura, il sultano Shahriyar, per vendicarsi dell'infedeltà della prima moglie, uccide sistematicamente le spose al termine della prima notte di nozze. Shahrazad, figlia del Visir, decide di porre fine alla strage. Si offre così come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza ed al suo fascino: racconta una serie interminabile di storie incastonate l'una nell'altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi…Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito…e, al termine della narrazione, le rende salva la vita e rinuncia alla sua legge disumana."
La narrazione de Le mille e una notte risale ad un millennio fa e pur il suo tema appare più attuale e moderno che mai: in boscaglie intricate, o nel bagagliaio di un'automobile, o in un sinistro vigilare di porte segrete e serrature che custodiscono scempi e orrori, tale disumana efferatezza permane e rischia di crescere ovunque.
La nostra protagonista vive nell'oggi.
Il tema delle Mille e una notte e solo il pretesto, il filo conduttore, la cornice che si fa elemento di raccordo tra visioni e frammenti di racconti felici o tragici tratti dalla mitologia, dalla fiaba, dalla letteratura e dalla drammaturgia … fino a quelli tratti dalla cronaca dei nostri giorni: un universo onirico e visionario che il teatro puo offrire e che poi ci viene incontro ogni giorno dai titoli dei giornali.
La struttura dello spettacolo e quella di un labirinto in cui si passa attraverso una storia e ci si ritrova in altre storie, incatenate l'una all'altra come anelli di una catena in un espediente narrativo che e del "teatro nel teatro" ed e presentato a volte in forma continua, a volte rapsodica, costellato di poesie e canti, a costituire un unico arazzo che vuole essere un fiducioso canto alla vita.

 

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Dalla Rassegna Stampa

SHERAZADE VISIONARIA TRA GLI ORRORI
di Rodolfo Di Giammarco da La Repubblica
Mettete che uno spettacolo d'impianto immacolato vada man mano trasudando sangue a chiazze. Che una Sherazade seminuda bendata sussulti per la canna d'una pistola spinta sulla sua tempia. Che una donna venga soffocata, seviziata, torturata o strangolata sulla scena diventando a più riprese un corpo del delitto. E che poi sul fondo un armadio quattro stagioni riveli al suo interno teschi e coltelli in bella mostra con accanto una collezione di scarpe femminili. Eccoci portati per mano, a teatro, in una galleria degli orrori che e la mitica (anche postmoderna) storia della
supremazia dell'uomo sulla donna, la dove abbonda la violenza e scarseggia l'intelligenza. Nel caso nostro…con forza di immagini, corpi e voci appartiene alla poetica di una compagine artigiana quale solo il Teatro Del Carretto di Lucca sa essere…l'odissea cruenta di oggi e un manifesto ammonitorio e incantato che molto liberamente, con vari trapianti simbolici e tribali, s'ispira a Le mille e una notte. Le fantasie narrative della figlia del Visir…qui si traducono in labirinto di brutalita prese in prestito da piu fonti classiche. Si materializzano, nell'intensa drammaturgia-regia
di Maria Grazia Cipriani ("incarnata" quasi in modo tattile da scene e costumi di Graziano Gregori)…Tra muggiti bestiali, e nudita arcaiche o da tortura, non manca qua e la una macabra leggerezza canora o lirica, in questo gran lavoro struggente e, assai di piu, distruggente.


DONNE VIOLATE NON E' UNA FAVOLA
di Fulvio Fulvi da Avvenire
Il sogno e la metafora per raccontare e "giudicare" in teatro la violenza contro le donne, usando come pretesto le novelle di una moderna Sherazade che vuole sottrarre il mondo dalla barbarie…
La Compagnia del Teatro Del Carretto di Lucca provoca, spiazza, sconcerta la platea e scalfisce anche la più ottuse resistenze maschili sui confini tra voglia e paura e su una presunta superiorità di genere.
Perche Le mille e una notte … funziona come un baleno che riaccende il lume fumigante della speranza. Una dentro l'altra si incastrano shakespearianamente, legate a filo doppio dalla narratrice le storie di tradimenti, abusi e abiezioni desunte dalla mitologia, dalla letteratura cavalleresca, dalla drammaturgia classica... Ma anche le macabre cronache dell'attualità sulle centinaia di migliaia di donne uccise, torturate, seviziate ogni anno in varie parti del mondo concorrono a questo affresco
dalle tinte forti che non risparmia di denunciare con ironia i soprusi della unicazione e la ricerca del morboso per fare ascolti in tv aggiungendo cosi abuso ad abuso.
Favole nere, musica lirica e tragica realta si aggrovigliano in un identico grumo di dolore...
… il pubblico e aggredito dai fatti e misfatti che si susseguono, da rumori taglienti e spari improvvisi, dal grammelot animalesco che si unisce alle urla strazianti della donna contorta e violata (una struggente Elsa Bossi), dalla primordiale nudita esibita nella simulazione del Minotauro in cui si incarnano l'uomo e la bestia…L'arte di raccontare gli orrori e lo scempio senza moralismi puo frenare la strage, scavando nelle coscienze; sembra questo il messaggio che la regista Maria Grazia Cipriani con un testo di versi e prosa imbastiti con ritmo tra luci ed ombre caravaggesche, ha
voluto comunicare agli spettatori.
La scena (di Graziano Gregori) e spoglia , quasi surreale; solo un armadio bianco " quattro stagioni" con dentro i teschi e le scarpe delle femmine strappate alla vita dalla ferocia di una belva con le sembianze di un uomo... Bravi gli attori Giacomo Vezzani e Nicolo Belliti nei loro ruoli guappeschi e tribali ... Grande polifonia nell'insieme, amalgama dei personaggi. E la speranza? Sta nelle note del carrilon che suona l'Ave Maria di Shubert... sta nelle parole di quel Grazie alla vita della cilena Violeta Parra, un inno alla speranza e all'amore, una canzone che ci riporta al significato stesso
dell'esistenza...


SE SHERAZADE NARRASSE OGGI
di Livia Grossi da Corriere Della Sera
… il Teatro Del Carretto propone la sua versione de " Le mille e una notte" racconto labirintico che tra una visione, una pagina letteraria e un pezzo di cronaca parla di noi. …. sceglie la formula del teatro nel teatro; un vortice di storie concatenate, scatole cinesi, che dal Minotauro arrivano a Shakespeare, da Teseo ad Arianna a oggi. Canti, immagini, poesie, per riflettere su un'educazione sentimentale che tanti non conoscono. Una piccola pedana-altare e tomba, una parete che si trasforma in mondo, e tre personaggi: l'uomo, l'emblematico autoreregista, e la leggendaria affabulatrice. " Il nostro spettacolo non propone soluzioni, ma non rinuncia
a credere nella possibilita di scambiarsi rispetto e amore".


SHERAZADE, NOI E LE MILLE E UNA DONNA. UN RACCONTO A TEATRO TRA
MITO E CRONACA
di Antonella Valoroso da La 27 Ora
… Assistendo allo spettacolo Le Mille e una notte si e costretti a fare i conti con una brutale verità: il femminicidio e la violenza sulle donne non occupano soltanto le pagine della cronaca nera contemporanea ma abitano da sempre anche gli spazi dell'arte, della letteratura e del mito facendo da tragico contrappunto alla storia dell'umanità.… il capolavoro orientale può diventare pretesto
per costruire un groviglio di racconti in cui si intrecciano l'aggressione e il rifiuto, l'umiliazione e l'inganno, l'abbandono e il disprezzo, il desiderio di fuggire e la scelta estrema di annullarsi piuttosto che di soccombere alla violenza.
Sherazade reinventata da Maria Grazia Cipriani non racconta pero le tradizionali novelle orientali ma rivive sulla scena le tragedie di Desdemona e Pasifae, di Arianna e della ninfa Eco, di Angelica, di Ofelia e di Dafne. Accanto alle voci, ai corpi e alle storie che affiorano dalle pagine di Shakespeare, Ariosto e Ovidio …. Le parole senza corpo della macabra radiocronaca quotidiana disegnano cosi altri profili femminili: donne con il volto sfregiato dall'acido, con la gola stretta in una morsa, con il corpo e l'anima lacerate per sempre dalla violenza subita.
… uno spettacolo faticoso per chi lo interpreta in scena e difficile da gestire per chi vi assiste dalla platea: perche lo spettatore contemporaneo non e piu abituato a confrontarsi con la sublime arte della tragedia. Assuefatto alla cronaca nera, il pubblico si scopre indifeso davanti all'orrore del mito
e arretra spaventato quando scopre che il racconto mitico e la cronaca quotidiana sono in fondo la stessa cosa. Il lieto fine non vuole e non può cancellare i novanta minuti di orrore che lo precedono, ma l'idea di Sherazade che vince con la forza del racconto e offerta al pubblico come parziale consolazione e possibile antidoto alla brutalità quotidiana. Perche con le sue Mille e una notte  Maria Grazia Cipriani vuole soprattutto ricordarci quanto e straordinario il potere della parola detta e dell'ascolto attivo. E perche nelle intenzioni della regista questo spettacolo non e soltanto un percorso affannoso attraverso un labirinto di tragiche storie ma e anche "un fiducioso canto alla vita".


LE MILLE E UNA NOTTE
di Sharon Tofanelli da Artalks
Le Mille e Una Notte … quest'opera conserva poco del ciclo narrativo orientale, i cui demoni, le cui vicende sono stati banditi. la Compagnia mette a nudo l'animo stesso dello spirito umano per collegarlo, se possibile, al nostro presente…. e una fune contesa dalle schiere in gioco, ora il passato, ora il presente, senza interruzioni, scivolando le storie l'una nell'altra, caoticamente, in un marasma di citazioni letterarie, musicali, mimiche che non sono alla portata di tutti… Mentre Shar?z?d trasmuta se stessa in tutte le donne, senza mai cambiare, re Sh?hr?y?r, l'archetipo del bruto, mormora frasi informi che noi occidentali potremmo accostare, magari all'inizio, al gergo arabo, che ci pare tanto crudo, un susseguirsi d'imprecazioni. Ma il berciare del re, di Teseo, di Otello, di Orlando, e soltanto l'abisso, il crogiolo d'iniziazione, la materia pulsante al suo stadio primitivo. L'essenza della Compagnia, appunto. Non e il re, ne Teseo, Otello o Orlando. E il modello, il prototipo di questi uomini e degli altri che seguiranno – violenti, astuti. Poco importa: quel dito punta sempre verso la donna…Con il Teatro del Carretto si disarticolano i poemi, crollano
cattedrali, la storia si eclissa. Le Mille e Una Notte vuole dunque, con i consueti sbalzi di atmosfera … catapultare la violenza attraverso i secoli, oltre il mito e la cronaca, fino al pubblico…


LE MILLE E UNA NOTTE VIOLENTA POESIA
di Chiara Schepis da Drammaturgia
…. Le mille e una notte e pero solo la cornice entro cui proporre una retrospettiva di fiabe e mitologie il cui tema, forse mai davvero sottolineato nel comune narrare, e la violenza sulla donna.
Tuttavia il taglio interpretativo dato al macro contenitore diventa funzionale al progetto
drammaturgico della Cipriani in quanto costituirà uno scenario di guerra perpetua e sempre aperta di cui i singoli quadri si fanno battaglie, numeri, round.
Se i temi sono noti, non-convenzionali sono le immagini attraverso cui il Carretto decide di riproporle. Immagini fisiche impresse dall'energia controllata dei corpi degli attori, tableaux vivants tutt'altro che statici... E alla luce, o all'ombra di un grande armadio "quattro stagioni", in cui ordinatamente si conservano teschi e scarpe da donna, che si consuma la notte d'oriente della Principessa Sherazad…Luci e suono... sono ulteriori protagonisti di questo spettacolo caravaggesco,
in bilico, si diceva, tra vero e finto, tra fiaba e storia.
… La Storia violenta allora il teatro e compone un quadro estremamente perturbante: "L'Asta degli orrori", in cui l'armadio, oggetto fondamentale e plurifunzionale, si fa vetrina del mondo, un mondo fatto di guerra e di orride fiabe moderne. Denuncia sociale e fatti di cronaca si sostituiscono al Pantheon greco in un banco d'asta che vende come cimeli di guerra una vasta gamma di abiti insanguinati indossati dalle donne torturate nelle guerre dimenticate del Novecento e di oggi.
Il finale ci riporta alla cornice, alla fiaba e alla vittoria di Sherazad.
Sherazad ha salva la vita perche, dall'alto di una superiorita d'intelletto, incanta un uomo violento presentatoci come un semi-analfabeta che con difficolta, nel corso della pièce, articolera rare e semplici frasi in italiano, lingua padroneggiata da tutti gli altri personaggi in scena.
LE MILLE E UNA NOTTE


di Simona Alfani da Luccaindiretta
Intensamente fisico e toccante il nuovo lavoro del Teatro del Carretto. Un unico atto, un'ora densa di emozioni e scene drammaticamente realistiche, in un gioco magistralmente eseguito di luci e ombre cosi come di suoni, musiche e silenzi. Elsa Bossi, Niccolo Belliti e Giacomo Vezzani i protagonisti delle storie raccontate in un susseguirsi di intrecci, forti gestualita, tratti cantati o interpretati con humour per dare leggerezza ad una trama drammatica e commovente.
La struttura dello spettacolo e quella di un labirinto in cui si passa da una storia all'altra, attraverso il fil rouge della violenza di genere e della sofferenza femminile. …. le storie mitologiche e drammaturgiche si affiancano a frammenti di cronaca tristemente attuale di violenze, stupri e femminicidi.


LE MILLE E UNA NOTTE
di Simona Maria Frigerio da Persinsala
Donne stuprate, violate, torturate, massacrate, oggetto di violenza fisica e morale… in scena l'orrore quotidiano di milioni di donne cantato da Shar?z?d.
Le mille e una notte … insieme di racconti, un lampante esempio di quanto accade
quotidianamente alle donne in ogni parte del mondo: essere oggetto dell'odio maschile sia a livello sociale che individuale, vittime di violenza privata o collettiva….il Teatro del Carretto porta sulla  scena non solamente la storia di Shar?z?d – che deve inventarsi ogni notte una storia diversa per non essere uccisa da un brutale tiranno – bensi di milioni di donne, di ieri e di oggi e di ogni      Paese… lo spettacolo inizia con la meravigliosa Gracias a La Vida della cilena Violetta Parra A seguire, in una serie di quadri, si racconta la storia delle donne attraverso il mito (da Arianna abbandonata sull'isola di Nasso dal suo beneamato a Dafne che chiede al padre Peneo di distruggere la sua figura, cosi da sfuggire alla concupiscenza di Apollo "infocato da divin amore" – se tale si puo chiamare amore). Anche i testi cavallereschi sono saccheggiati con grazia e acume ed ecco Angelica innamorarsi del semplice fante, Medoro, e scappare da Orlando – che da innamorato diventa furioso perche, si sa, l'uomo e cacciatore e la donna preda... E, ancora, la favola nera de La donna dai capelli d'oro…Testi diversi interpretati con piglio tragico o farsesco, dall'ironia che rese celebre Ariosto all'asettico accento dei banditori d'asta che, in una società dove ogni cosa o persona può essere oggetto di potere … vendono al miglior offerente la camicia da notte o la sottoveste di una donna brutalizzata in Ruanda o violentata in ex Jugoslavia. Chiudiamo con un accento diverso, forse ottimistico, perche Le mille e una notte tenta, nel finale, di riconciliare il mascolino con il femminino, scegliendo qualche verso di una donna che ha combattuto, sofferto e vinto, Alda Merini …


LE MILLE E UNA NOTTE DEL TEATRO DEL CARRETTO E IL DOLORE DELLE
DONNE
Di Chiara Lostaglio da Altritaliani.net
….Si apre il sipario, un cantastorie sta dormendo sul proscenio e d'un tratto viene svegliato da due carillon: sono inquietanti teschi in abito da sposa. Mentre accende la scena con piccole candele, il cantastorie inizia a raccontare del sultano Shahriyar che , per vendicarsi dell'infedelta della prima moglie, uccide sistematicamente le spose al termine della prima notte di nozze.
Sherazade, la figlia del Visir, decide di porre fine alla strage e si offre cosi come sposa al sultano.
La sua strategia consiste nel narrare una serie di storie incastonate una nell'altra. Per mille e una notte il sultano viene ammaliato da queste storie unite da un filo che e rosso come il sangue delle donne che hanno subito violenza.
La sofferenza femminile imperversa gia nelle mitologia greca Scatenando la sua violenza l'uomo e pari ad un animale. Ed e in questo modo che vediamo il sultano Shahriyar, un bruto con movenze primitive che impreca esprimendosi con un linguaggio tribale.
E' un teatro fisico ed appassionato quello del Carretto, con interpreti eccezionali (Giacomo Vezzani, Elsa Bossi, Nicolo Belliti) che mantengono sempre vivo e curioso il pubblico anche attraverso momenti ironici che stemperano la tematica dolorosa. Un teatro di mitologie e storie antiche ma anche di denuncia sociale e cronaca: nell'"Asta degli orrori" cinici battitori vendono abiti insanguinati appartenuti a donne vittime delle guerre del Novecento e dei terrificanti episodi contemporanei.
La canzone della cilena Violeta Parra... Uno speranzoso inno alla vita …..



RASSEGNA STAMPA

Malvagità amorose
Scenacritica.it 17/03/2016

Teatro del Carretto "Mille e una notte" narrazione di corpi
la Repubblica 17/03/2016

La bella Shahrazad del "Carretto": una vendetta d'oggi
Corriere della Sera 15/03/2016

"Le mille e una notte" arcaico postmodern
TrovaRoma 10/03/2016

 

 

 

Biglietteria:
Intero € 20,00
Ridotto over 65 € 15,00
Ridotto studenti € 12,00 e gruppi di un minimo di 10 persone, i biglietti per i gruppi devono essere ritirati un giorno prima da un capogruppo
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

 

Abbonamento libero a 10 spettacoli a scelta € 100,00 esclusi i Festival.

 

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