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2010

dall'8 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 teatro
Compagnia RezzaMastrella - Teatri 91 – Fondazione TPE
FLAVIA MASTRELLA e ANTONIO REZZA in
7 14 21 28
con Antonio Rezza
Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore
regia Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Ascolta l'intervista di RadioSapienza sullo spettacolo
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Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.

orari: ore 21 domenica ore 17 lunedì riposo
biglietti: intero € 18.00 ridotto € 15.00 e € 12.00




PER GRAVI MOTIVI DI LUTTO LO SPETTACOLO DEBUTTERA’ SABATO 9 GENNAIO ORE 17,00

dal 9 gennaio al 7 febbraio 2010 - Il Vascello dei Piccoli
TSI La Fabbrica dell'Attore
BELLA E LA BESTIA
Traduzione, adattamento e regia Maurizio Lombardi
Con i giovani attori della compagnia TSI La Fabbrica dell’Attore
Regia: Maurizio Lombardi

Con Jenny Aiello, Maria Costanza Barberio, Marta Betti,
Isabella Carle, Claudio Corona, Manuela Di Domenico,
Daniele Facciolo, Alice Ferranti, Lorenzo Furno,Giorgia
Loddi, Maurizio Lombardi, Giulia Odori, Isabella Rotolo.

Disegni e illustrazioni: Thomas Liera
Costumi: Francesca Linchi
Canzoni: Maurizio Lombardi, Isabella Carle, Claudio Corona
Musiche: Claudio Corona
Disegno luci: Valerio Geroldi
Aiuto regia: Maria Bighinati




La storia, ispirata alla fiaba originale del 1743 di Marie Leprince Beaumont, racconta l'amore di una creatura, trasformato in metà uomo e metà Bestia da un potente incantesimo, per una bellissima ragazza.
Bella, questo è il suo nome, entrerà nel castello della Bestia sacrificandosi al posto di suo padre, condannato a morte dall'orrendo mostro per aver tagliato la rosa più bella del giardino del palazzo.
Ma quando la Bestia vedrà la ragazza, scoppierà nel suo cuore un amore immenso, che si trasformerà in dolore per l'impossibilità di averla. Bella, a causa dell’enorme bruttezza della Bestia, non riuscirà ad andare oltre il semplice affetto; ma l'amore, si sa, va oltre l'aspetto delle cose, e porta con sé una forza misteriosa che cambierà le sorti della storia contro tutto e tutti.
La letteratura, il cinema, il teatro si sono serviti da sempre di questo tema per parlarci di come la diversità tra gli esseri viventi sia la ricchezza e la forza della vita, e ci dicono che se solo avessimo più coraggio scopriremmo che, oltre l'ovvio delle cose, c'è un mondo fantastico e pieno di sorprese... magari anche una Bestia tremenda innamorata delle sue rose.

Il testo originale è stato volutamente reinterpretato non solo per agevolarne la trasposizione scenica, ma anche perché l'origine della storia si perde nell'immensità del tempo e tutti coloro che vi si sono avvicinati hanno potuto raccontarla secondo il proprio gusto.
Per questa versione del Teatro Vascello per i bambini, sono stati introdotti diversi nuovi personaggi che coloreranno il fantastico mondo intorno alla Bella e la sua Bestia.


orari:
TUTTI I SABATI ORE 17.00 E LE DOMENICHE ORE 16.00
Matinée per le scuole il 5 febbraio, ore 10,30, ingresso 8 euro, aperta a tutti.

Su richiesta matinée scolastiche a scelta tra questi giorni: 2-3-4 5 febbraio, oppure 18-19 febbraio sempre alle ore 10.30

biglietti: intero € 10.00 ridotto bambini € 8.00


9 gennaio
Associazione La Fonte di Castalia e Associazione Culturale Cinqueanelli
IRENE SIDE STORY
Recital di musica classica, Édith Piaf, musiche da film, tango e teatro
testi Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
voce Irene Rinaldi
pianoforte Vincenzo De Filippo
chitarra Alessandro Salustri
fisarmonica Pasquale Lancuba
attori Carla Buttarazzi Lupo Misrachi
ballerini Claudia Fusillo Roberto Ricciuti
presenta Leila Zammar
regia Flavio De Bernardinis



orari: ore 21
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00


dal 12 al 17 gennaio
Associazione La Fonte di Castalia e Associazione Culturale Cinqueanelli
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
NON MI PIACCIO
di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
con Marcella De Marinis, Barbara Montanari, Marica Murri, Veronica Visentin
regia Giancarlo Fares



La tragedia dell’anoressia affrontata attraverso la storia di Lisa, ragazza che sprofonda nell’abisso della solitudine. Né la madre, un’attrice spesso assente da casa, né il fidanzato riescono a sostenerne il dramma. Lisa riesce a dialogare soltanto con un suo doppio, che dà libero sfogo all’immaginario della giovane protagonista, desiderosa, innanzi tutto, di fuggire da una routine quotidiana che la soffoca.


orari:ore 21 domenica ore 18 lunedì riposo
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00 e € 10.00


dal 19 gennaio al 7 febbraio
La Casa dei Racconti - TSI La Fabbrica dell'Attore
OEDIPUS ON THE TOP
racconto a bocca chiusa per attori e musica
di Duccio Camerini

con
Marta Iacopini (la madre)
Cristina Pedetta (l’altra madre)
Salvo Lombardo (il figlio)
Simone Tessa (il servo)
Duccio Camerini (il padre)
Fabio Frattasi (l’altro padre)
Arcangelo Iannace (il mago)

Sebastiano Forte (chitarra e tastiere)
Umberto Rajesh Zanardo (batteria)

musiche Fabrizio Sciannameo
coreografia Valeria Andreozzi
drammaturgia e aiuto regia Michela Mancini

spazio Alice Pizzinato e Leonardo Vacca
costumi Roberta Orlando e Livia Fulvio

disegno luci Giuseppe Falcone
tecnico luci Valerio Geroldi
assistente alla regia Davide Nebbia
fotografie Barbara Ledda
ufficio stampa 369° - centro diffusione cultura contemporanea


un progetto artistico “La Casa dei Racconti”
vincitore del bando di drammaturgia 2008 del Comune di Roma
allestitito con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali



C’è stato un tempo, c’è, o ci sarà.
Un tempo in cui certe leggende vanno raccontate. Come quella del bambino che esce da casa sua. Non esce per una sua scelta. Esce a causa di superstizioni e ritorna solo molto più tardi. Quando non è più un bambino. Superstizioni. Qualcuno parlava di una profezia. Ma in fondo ogni uomo - ogni bambino - è una profezia. Il punto è che nessuno sa quando si avvera. O se resta inavverata per i secoli dei secoli. Il bambino uscito di casa doveva morire. Ma per una serie di circostanze che i più istruiti chiameranno destino, continua a vivere e diventa un uomo. Cresce in una casa che non è la sua. Con un nome che non è il suo. Ma cresce bene lo stesso. D’altronde, dove tutto era suo, non l’avevano più voluto. Cresce, eccolo, è cresciuto, ha vinto la sua battaglia. Però ne restano, da combattere, di più terribili. Battaglie per conoscere, svelare. I segreti del mondo. I trucchi fabbricati prima della nascita, per scoprire qual è la tua origine. Qual è la casa da cui sei partito, e dove dovrai tornare ora che non sei più un bambino. Quando i bambini nascono si dice che cominci un viaggio, per inseguire, o precedere, per indicare o cercare, per vedere o essere visti. Ma queste, secondo molti, sono solo leggende.

Edipo è una delle storie più antiche del mondo. E’ una storia da cui“discendiamo”. E’ una favola, un mito, un racconto profondamente europeo, parla di integrazione e diversità, di come ci si possa sentire fuori luogo a casa propria, e a proprio agio chissadove. Parla di problemi di identità, parla del nostro mondo, del presente che si nasconde. Un mito che però nel tempo è rimasto schiacciato dal testo di Sofocle, “Edipo Re”, manifesto del teatro classico, e in seguito dalla lettura di Freud.

Uno spettacolo muto, allora, per provare a riavvicinarsi in punta di piedi. Un “Edipo” muto. O meglio, cadenzato da silenzi e musica rock. E dai corpi degli interpreti. Lo spettacolo ha avuto una lunga preparazione in un laboratorio su musica, performance e scrittura di scena realizzato col sostegno del Comune di Roma.

Basandoci sugli studi mitologici di Karol Kerenyi, James Hillman, Jean-Pierre Vernant, René Girard e Roberto Peregalli, abbiamo sviluppato una struttura che potesse ospitare le tante versioni – a volte discordanti – del mito, come ad esempio la violenza sessuale del padre Laio su un ragazzo, che dà origine alla maledizione della famiglia, o Peribea che finge di “ripartorire” Edipo quando lo trova sulla sua strada.

Nel nostro racconto, poi, il personaggio di Edipo è un po’ diverso da come siamo abituati a conoscerlo. E’ uno “schlemihl-buster keaton-chaplin” attonito per tutto quello che gli capita, un piccolo essere manovrato dal destino, la cui forza è però di non lasciarsi mai spaventare dal male in cui viene immerso, e che da questo male uscirà forse migliorato, comunque cambiato. Un omino che mette alla prova il destino che lo perseguita. Un personaggio che non chiede spiegazioni. Perché sa che ciò che si spiega, perde letteralmente la sua piega.

Duccio Camerini


ORARI : DAL MARTEDI’ al SABATO ORE 21, DOMENICA ORE 18
PREZZI 15,00 EURO INTERO – 12,00 EURO RIDOTTO – 10,00 EURO PER GRUPPI E SCUOLE



dal 20 al 24 gennaio 2010 - Sala Due
Compagnia Teatro del Mare
UN ABBRACCIO DISTANTE
di Claudia Giova
con Claudia Giova e Claudio Mancinelli
regia Claudia Giova



Andrea è un uomo di quarant’anni, che lavora come responsabile del settore narrativa di una grande libreria. Vive in un monolocale molto modesto in una zona popolare della città, immerso nella propria solitudine e nel proprio malessere.
E’ un uomo irrisolto.
Gli tengono compagnia da sempre due grandi passioni, la musica e la letteratura. La sua vita procede da tempo con estrema metodicità e in lui, la rassegnazione, sembra essersi radicata. Un giorno però, qualcosa di inaspettato stravolge la sua esistenza. Marta, una studentessa universitaria poco più che ventenne, carica di curiosità nei confronti di ogni cosa, estroversa ed ottimista, arriva come un fulmine nella sua vita. Da quel momento tra i due scoppia una forte passione e l’amore.
Alcuni mesi dopo, però, tutto muta.
I loro universi paralleli ma dissimili, il modo eccessivamente diverso di vedere le cose, le diverse aspirazioni, la differenza d’età e, soprattutto, l’incomunicabilità sempre più presente nel loro rapporto, mettono in crisi il loro amore.


orari: ore 21,30 domenica ore 17,30 lunedì riposo
biglietti: posto unico € 10.00



dall'11 al 14 febbraio 2010 - Sala Due
MADONNE DI BESLAN
di Anna Politkovskaja
adattamento e regia Chiara Tomarelli
Con Chiara Tomarelli e Ilenia Caleo

Testimonianze raccolte a Beslan l’anno dopo la tragedia. Racconti di donne che hanno subito la più grave delle perdite, quella di uno o più figli; di donne che erano dentro la scuola nei giorni di sequestro, che hanno vissuto direttamente le condizioni in cui i terroristi ceceni hanno posto le vittime e le operazioni di assalto compiute dalle truppe federali russe; maestre che sono sopravvissute tragicamente ai propri alunni di quattro, cinque, sei anni; padri e madri alla ricerca delle salme ancora non ritrovate o riconosciute dei propri figli.
Le testimonianze saranno accompagnate, a volte intervallate, dalle riflessioni acute e di profonda conoscenza e intelligenza della Politkovskaja.
Lo spettacolo si presenterà come un nudo lavoro di resa di testimonianza e di riflessione aperta. Si baserà su un’alternanza tra fuori e dentro la tragedia; tra testimonianza diretta e ricostruzione degli eventi; tra completa partecipazione nelle parole e nelle immagini delle madri, delle ‘Madonne’ e lucido tentativo di analisi.



orari: ore 21,30 domenica ore 17,30 lunedì riposo
biglietti: posto unico € 10.00



dal 16 febbraio al 14 marzo
TSI La Fabbrica dell'Attore
TAKING SIDES
di Ronald Harwood
traduzione Alessandra Serra
con Giuseppe Antignati Gaia Benassi Alberto Caramel
Alberto Di Stasio Antonio Grosso Giada Prandi
scene Marco Martucci
costumi Francesca Linchi
disegno luci Valerio Geroldi
aiuto regia Gaia Benassi
regia Manuela Kustermann



Siamo nella Germania del 1946; a Berlino sono in corso gli interrogatori preliminari per i processi di denazificazione. Il Maggiore Arnold sta indagando sul Maestro Wilhelm Furtwangler, direttore dell’orchestra Filarmonica di Berlino, uno dei più grandi artisti del suo tempo. Mentre molti suoi colleghi sceglievano l’esilio per manifestare la loro opposizione al regime e per mostrarsi solidali con gli artisti ebrei per i quali l’espatrio era una costrizione, il Maestro è sempre rimasto in Germania, continuando ad esibirsi.
L’artista si difende dalle accuse di filo-nazismo, spiegando di aver scelto di rimanere in quella Germania soffocata dal regime per svolgere il suo ruolo di custode della tradizione musicale tedesca, per mantenere vivo quello spazio di libertà che solo Wagner e Beethoven possono offrire a uomini rinchiusi in una realtà di oppressione. Professa esplicitamente la netta separazione tra arte e politica, mettendo in scena la questione secolare del ruolo dell’artista nelle dinamiche socio-politiche del suo Paese. Furtwangler sceglie di rinchiudersi nella torre d’avorio dei suoi ideali, estraniandosi dalla realtà politica tedesca e ritagliandosi così uno spazio di opposizione intellettuale.
La questione primaria che pulsa dietro la valanga di parole che investe gli spettatori è: come deve comportarsi un artista nei confronti di un contesto politico malato? Cercare lo scontro frontale o combattere implicitamente, sollevando gli animi della gente dalla dolorosa contingenza?


orari: ore 21 domenica ore 17 lunedì riposo
biglietti: Intero € 15.00 ridotto € 12.00 e € 10.00




Ascolta l'intervista >


dal 20 al 28 marzo
Associazione Culturale Teatrusica - Palermo Teatro Festival
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
W NIATRI
di Linda Dalisi
con Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
disegno luci Luigi Biondi
regia Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino



W Niatri è principalmente un luogo. Un luogo dove la dimensione onirica si alterna alla dimensione reale. Dove per "reale" intendiamo un punto di vista delimitato da una rete che separa il dentro dal fuori e il fuori guarda tre personaggi che vivono dentro, in cattività.
Uccio, Andrea e Mimmo, tre storie, tre pianeti, tre amici ma soprattutto tre nemici.
La loro condizione, il loro legame è forte, radicato da sempre in questo luogo che li contiene. Ma un evento esterno può contaminare questo equilibrio? La risposta 1+1+1=1.


biglietti: intero • 15.00 ridotto • 12.00 e • 10.00



dal 6 al 25 aprile
SUITE srl produzioni in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
KILLER JOE
di Tracy Letts

traduzione e adattamento Giampaolo G. Rugo
con Francesco Montanari Patrizia Ciabatta Federica Marchettini
Alessandro Marverti Andrea Ricciardi
scene Fabiana di Marco
luci Camilla Piccioni
costumi Shizuko Omachi
regia Massimiliano Farau



Per ripianare un debito Cristian, ventiduenne spacciatore senz’arte né parte, decide di uccidere la madre per intascare il premio di assicurazione sulla vita di cui unica beneficiaria è sua sorella minore Doroty. Con la complicità del giovane padre Anselmo e della matrigna Chantal, Cristian assolda Killer Joe, poliziotto in carriera e killer “part-time”, per commettere l’omicidio. In mancanza di denaro contante, Killer Joe ottiene dai tre come caparra i favori sessuali di Doroty. L’omicidio prima, e un’amara scoperta dopo, porteranno il rapporto tra i cinque protagonisti alle estreme conseguenze.

A metà fra thriller e commedia, Killer Joe porta in scena, con un umorismo nero e feroce che ricorda i film di Quentin Tarantino e dei fratelli Coen, la famiglia più disfunzionale del teatro occidentale dopo gli Atridi. Tracy Letts ne analizza le dinamiche con uno sguardo disincantato, una tagliente esattezza socio-psicologica e un piglio spietatamente caustico. Il risultato è il ritratto di un’umanità ridotta alle sue pulsioni elementari, che ci fa ridere, ci agghiaccia, e ci fa infine interrogare sulla labilità dei legami familiari al cospetto dell’irresistibile binomio sesso e denaro.
Il testo originale di Tracy Letts è ambientato in un trailer nella periferia di Dallas. I trailer sono le grandi roulotte nelle quali abita una parte consistente del sottoproletariato texano e americano. Si è deciso di portare la scena dai grandi “outskirt” texani alla estrema periferia romana.
I protagonisti, immersi in una Roma molto lontana dalla città eterna amata dai turisti di tutto il mondo, sono i nipoti dei “ragazzi di vita”. Parlano il romano delle periferie, basico dal punto di vista grammaticale, talvolta sguaiato e volgare, ma anche ricco di pirotecniche invenzioni lessicali. Ci è sembrata questa la maniera migliore per tradurre fedelmente al pubblico italiano la disperata vitalità del testo.

…E’ “pulp fiction”… che fa nascere l’umorismo dal realismo più sporco. E’incisivo, è perfettamente costruito, sa esattamente dove colpire.” New York Daily News

Un’epopea Gotica sul sottoproletariato urbano con un taglio da fumetto” New York Times

Si potrebbe dire che è l’apoteosi del teatro fisico o di quel teatro da guerriglia che è irresistibile per le giovani generazioni. Killer Joe è uno spettacolo che ti stende.”Talkin’ Broadway.com

Killer Joe è una commedia pungente e oltraggiosa, esplicita ma con molto da dire” San Francisco Chronicle

www.killerjoe.it


orari: ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo
biglietti: Intero € 20,00 ridotto € 15.00 e € 12.00



dal 28 al 30 aprile
La “B-WAY”, in collaborazione con “Diverbia et Cantica”, presenta
B-GENERATION - Across the Universe



Musical tratto dal film 'Across the Universe' di Julie Taymor, con le canzoni dei Beatles suonate dal vivo. La magia degli anni '60 fa da cornice alla storia di un gruppo di ragazzi che nel Village di New York vive gli umori, i colori, la mentalità, i sogni e le utopie di una società alle prese con la rivoluzione culturale.
L'amore giovanile, l'amicizia, la guerra del Vietnam ed i conflitti sociali del tempo sono scanditi dalle indimenticabili canzoni dei Fab Four che fanno da colonna sonora alla storia. L’opera è realizzata in collaborazione artistica con la 'Diverbia et Cantica' che nella scorsa stagione teatrale riscosse grande successo al teatro Vascello con il musical 'Lady Oscar - François, Versailles Rock Drama'. Lo spettacolo punta sulla poliedricità degli interpreti che nelle parti cantate saranno accompagnati da una band dal vivo formata da 5 elementi, coordinata dalla direzione musicale di Claudio Proietti. Ad Alessio Contorni il ruolo di vocal coach e quindi il lavoro di interpretazione e canto sui brani. La scenografia, a cura di Arianna Braga e Gianluca Amodio, sarà essenziale improntata sulle trasparenze ed integrata da proiezioni e un disegno luci sperimentale ed innovativo affidato a Daniele Ceprani. Le coreografie che sottolineeranno le canzoni sono realizzate da Gisella Secreti. La regia è affidata ad Andrea Palotto, giovane regista ed autore che nella scorsa stagione ha diretto il musical ‘Lady Oscar – François Versailles Rock Drama’. Nell’allestimento il regista ha cercato di mettere in risalto l’equivoco tipico della società americana di quegli anni: un’apparente tranquillità, contorno della drammatica realtà. Ad esempio nella scena rappresentata sulle note de ‘It wont be long’, mentre gli attori mostrano icone tipo del periodo, sullo sfondo le proiezioni mostrano immagini crude della guerra del Vietnam. E’ proprio il rifiuto della guerra come forma di violenza e repressione che assume un ruolo fondamentale nell’intero progetto, che per questo gode del patrocinio del Ministero dell’Interno e SPRAAR.
L’Associazione B-way nasce nel settembre del 2006 dall’idea di un gruppo di artisti che, uniti dallo stesso percorso formativo, decidono di mettere alla prova le proprie conoscenze creando una compagnia con l’ intento di promuovere musical, valorizzando quegli aspetti che spesso vengono trascurati nella gran parte delle produzioni nazionali. Componente fondamentale della B-way è la presenza sul palco di una live band costituita da 5 elementi. L’opera prima della compagnia è una rivisitazione del musical grease e nasce con l’intento di omaggiare tutto un genere musicale, il rock ‘n roll. Semplici accordi accompagnano il ritmo, la frenesia, il ballo e il dondolio di anche. Il progetto che, fino ad oggi, ha meglio rappresentato la natura dell’associazione è la rivisitazione di un grande classico del musical internazionale: ‘Grease Tribute’.

CAST:
Jude: Andrea De Bruyn
Lucy: Giovanna Cappuccio
Max: Filippo Dini
Prudence: Roberta Monterisi
Jo-jo: Dario Falasca
Sadie: Katia Rizzo
Ensemble:
Zio Sam/ Martin Luther King: Massimiliano Micheli
Mike/ Soldato: Paolo Cives
Molly: Valentina del Proposto
Mamma: Deborah Perrotta

BAND:
Tastiera: Alessio Contorni
Chitarra elettrica: Andrea Neri
Chitarra acustica: Claudio Proietti
Basso: Simone Massimi
Batteria: Piero Pierantozzi

Regia di Andrea Palotto
Aiuto Regia: Emanuela Maiorani

Direzione musicale: Claudio Proietti
Coreografie: Gisella Secreti

Vocal coaching: Alessio Contorni

Durata spettacolo 1h 40’


PREZZI 20,00 EURO INTERO, 15,00 EURO RIDOTTO, PER UN MINIMO DI 8 PERSONE 12,00 EURO

INFO E PRENOTAZIONI:
tel. botteghino: 06.5881021
cell. produzione: 320.3469441
mail: botteghino@teatrovascello.it - b-way@libero.it



dal 5 al 9 MAGGIO 2010

TESTA DI LATTA
di Luigi Saravo

Con, in ordine alfabetico
SIMONA AUGELLI
ROBERTO BALDASSARI
CAMILLA DIANA
MASSIMO FANELLI
LILIANA MASSARI
CLAUDIA VEGLIANTE


Regia
LUIGI SARAVO


Luci HOSSEIN TAHERI
Audio SIMONE SACCOMANNI
Costumi Sergio Minelli, Annamaria Porcelli
Maschere ELISABETTA ZANINI
1ºdirettore di scena EMANUELE SILVESTRI
2º direttore di scena EUGENIO SARAVO

durata spettacolo 1h 30 min






Se per un momento avete potuto credere che un pezzo di legno potesse diventare un bambino, se vi è capitato di poter pensare che un corpo senza vita potesse essere animato da un fulmine e prendere la porta per cercare se stesso e, ancora, se più di una notte i vostri occhi sono incappati in un cielo stellato e avete pensato che un’altra vita era possibile, allora potrete credere a “Testa di Latta”.

Perché le favole non sono invenzioni fantastiche per bambini ma il modo in cui poter parlare di verità che altrimenti non sapremmo raccontare.

“Testa di Latta” è la vita che irrompe, stupida e che niente conosce del mondo, è il tentativo di parlare di come l’esistenza possa essere vuota e pura, e di come solo senza nulla sapere, senza saperci adattare, senza saper dare un nome alle cose, senza difenderci, senza capire, sia possibile amare.
Testa di Latta una notte tornerà nel luogo dove è stato creato, metterà nella sua valigia i suoi ricordi e tenterà un viaggio che lo porti a vedere se un altro mondo e un’altra vita siano possibili.

Orari: alle 21.00, tranne la domenica alle 17.00
Biglietti: 6 euro (scuole), 8 euro (ridotti), 12 euro (interi)


dal 7 al 23 maggio 2010 - Sala Due
TSI La Fabbrica dell'Attore
IO ERO CON LORO
QUANDO LORO ERANO CON ME
Sui sentieri della letteratura italiana del ‘900

Aperitivo letterario

Dal 7 al 23 maggio dalle ore 19.30 nel FOYER e nella SALA DUE del Teatro VASCELLO si terra’ la prima serie di appuntamenti con la grande letteratura Italiana.

Ho pensato questi incontri in forma di caffe’ letterario, per poter stare insieme a voi in modo conviviale, gustando un buon bicchiere di vino, qualche chiacchiera e soprattutto i meravigliosi scritti di Achille Campanile, Ennio Flaiano, Giorgio Manganelli, Goffredo Parise, Rodolfo Wilcock. Hanno accolto il mio invito a dar voce a questi autori dei cari amici. Avremo il piacere di ascoltare Roberto Herliztka, Paola Mannoni, Francesca Benedetti, Stefano Santospago, Graziano Piazza, Paul Lorimer, Cristina Borgogni, Paolo Giovannucci, Massimo Fedele, Gaia Benassi, Francesca Fava, Alberto Caramel…mamma quanti!…e naturalmente ci saro’ anch’io! E ancora: Renato Nicolini, Italo Moscati, Daniele Bollea, Edoardo Camurri, Vincenzo Arsillo, Fulvio Abbate, Valentino Zeichen, Luca Archibugi ed Elio Pecora ci introdurranno criticamente nel mondo di ciascun autore. Si tratta della prima parte di un progetto biennale che vuole approfondire la conoscenza di alcuni degli autori che hanno caratterizzato gli anni del secondo dopoguerra. Un riconoscimento dovuto, che vuol essere anche un monito per i giovani di oggi a trovare in questi autori ispirazione e stimoli per la propria vita. Troppo spesso ci dimentichiamo della nostra grande narrativa e dei nostri poeti. Io ho avuto la fortuna di incontrare alcuni di questi grandi personaggi, sia in veste di critici teatrali, sia come conoscenza diretta e questo mio vuole essere un’omaggio a quegli anni meravigliosi dove intorno ad un tavolino potevi bere un caffé con Arbasino o Flaiano o Manganelli e restare incantata per ore ad ascoltarli. E non pagavo neanche il caffe’!

Manuela Kustermann




Programma delle prime 6 serate:

7 Maggio: FLAIANO
Roberto HERLIZTKA in FLAIANO sul VASCELLO introduce Renato NICOLINI

8 Maggio: MANGANELLI
Paola MANNONI in CASANOVA (da “Le interviste impossibili”);
Gaia BENASSI e Francesca FAVA in RACCONTI DA CENTURIE introduce Luca ARCHIBUGI

9 Maggio: RIPOSO

10 Maggio: WILCOCK
Francesca BENEDETTI Alberto CARAMEL Massimo FEDELE Manuela KUSTERMANN in L'AGONIA di LUISA, introduce Edoardo CAMURRI

11 Maggio: PARISE
Gaia BENASSI Alberto CARAMEL Francesca FAVA Manuela KUSTERMANN in L'ASSOLUTO NATURALE, introduce Vincenzo ARSILLO

12 Maggio: CAMPANILE
Cristina BORGOGNI Massimo FEDELE Paolo LORIMER in SERATA CAMPANILE introduce Elio PECORA

13 Maggio: FLAIANO
Graziano PIAZZA in SERATA FLAIANO; Cristina BORGOGNI Francesca FAVA Paolo LORIMER in AFORISMI introduce Vincenzo ARSILLO

14 Maggio: Paola MANNONI in CASANOVA (da “Le interviste impossibili”);
Gaia BENASSI e Francesca FAVA in RACCONTI DA CENTURIE introduce Valentino ZEICHEN

15 Maggio: WILCOCK
Francesca BENEDETTI Alberto CARAMEL Massimo FEDELE Manuela KUSTERMANN in L'AGONIA di LUISA, introduce Edoardo CAMURRI

16 Maggio: PARISE
Gaia BENASSI Paolo GIOVANNUCCI Francesca FAVA Manuela KUSTERMANN in L'ASSOLUTO NATURALE, introduce Daniele BOLLEA

17 Maggio riposo

18 Maggio: CAMPANILE
Cristina BORGOGNI Massimo FEDELE Paolo LORIMER in SERATA CAMPANILE introduce Luca ARCHIBUGI

19 Maggio: FLAIANO
Stefano SANTOSPAGO in SERATA FLAIANO introduce Valentino ZEICHEN;
Cristina BORGOGNI Francesca FAVA Paolo LORIMER in AFORISMI introduce Vincenzo ARSILLO

20 Maggio: MANGANELLI
Paola MANNONI in CASANOVA (da “Le interviste impossibili”); Gaia BENASSI e Francesca FAVA in RACCONTI DA CENTURIE introduce Italo MOSCATI

21 Maggio: WILCOCK
Francesca BENEDETTI Alberto CARAMEL Massimo FEDELE Manuela KUSTERMANN in L'AGONIA di LUISA, introduce Elio PECORA

22 Maggio: PARISE
Gaia BENASSI Alberto CARAMEL Francesca FAVA Manuela KUSTERMANN in L'ASSOLUTO NATURALE, introduce Daniele BOLLEA

23 Maggio: CAMPANILE
Cristina BORGOGNI Massimo FEDELE Paolo LORIMER in SERATA CAMPANILE introduce Fulvio ABBATE

Note sugli Autori

Achille Campanile, uno dei maggiori umoristi italiani (1899 -1977). Scrittore di narrativa e di teatro, giornalista e critico televisivo, con le sue opere ha percorso quasi tutto il '900, dagli esordi, negli anni '20, sino alla fine degli anni '70, rappresentando e interpretando, sempre in modo ironico, il costume e l'essenza stessa della vita della nostra società. In qualche modo presentato ed introdotto al mondo della cultura degli anni venti, non tardò Campanile a far notare una spiccata vocazione per una composizione anticonvenzionale ed incline alla ricerca dell'effetto.

I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori…

Ennio Flaiano, (1910 – 1972) è stato uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano. Specializzato in elzeviri, fu anche umorista, critico teatrale e cinematografico. Scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate. Fine ed ironico moralista – ma anche acre e tragico al tempo stesso – produsse opere narrative e varie prose tutte percorse da un'originale vena satirica ed un vivo senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea. Introdusse nella lingua italiana la nota espressione "saltare sul carro del vincitore", così come molti altri aforismi.

Il pensare ai buoni momenti del passato non ci conforta perché siamo convinti che oggi li sapremmo affrontare con maggiore intelligenza e trarne migliore profitto.

Giorgio Manganelli, (1922 – 1990) è stato uno scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario italiano, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia. Autore di numerose opere dalla prosa elaborata e complessa, che oscilla spesso tra il racconto-visione e il trattato, Manganelli affermò nella sua Letteratura come menzogna del 1967 che il compito della letteratura è quello di trasformare la realtà in menzogna, in scandalo e in mistificazione, risolta in un puro gioco di forme, attraverso le quali la scrittura diventa contestazione. Nelle opere di Manganelli la parodia e il sarcasmo si esercitano in forme letterarie raffinate e funamboliche.

«Mi applicai, per puro amore della materia e dei suoi effimeri portatori, alla elaborazione di malattie che fossero rispetto alla morte aditi e corridoi, atrii, anticamere fastose, vestiboli; coltivai la mira di fare del morire grazie ad opportuni affanni del corpo un itinerario interminabile e sacro […].»

Goffredo Parise, (1929 – 1986) è stato uno scrittore e giornalista italiano. Legato a una tradizione letteraria vicentina che parte da Antonio Fogazzaro e arriva a Guido Piovene di cui fu grande amico, Parise è riuscito a raccontare la realtà in cui fin dall'infanzia, come figlio illegittimo (fu riconosciuto a 8 anni dal giornalista che aveva sposato in seconde nozze la madre), si è trovato a vivere: una realtà fatta spesso di pregiudizi, di piccole e grandi viltà che i suoi personaggi affrontano con un feroce (spesso dolceamaro) sarcasmo e una tenace, insensata e meravigliosa voglia di vivere.

«La vita di un uomo si riduce sempre agli anni felici (essendo quelli infelici in qualche modo simili alla morte).»

Juan Rodolfo Wilcock, (1919 – 1978) è stato un poeta, scrittore, critico letterario e traduttore argentino. La percezione più immediata, e inevitabile, di Wilcock fu quella del suo stile. La totale assenza di perbenismo intellettuale, “l’ebbrezza aristocratica di dispiacere”, che provava spesso e grandiosamente, l’ironia in agguato dietro ogni sillaba, l’insofferenza per ogni sorta di “frasi di circostanza” dello spirito - tutto questo fu subito notato, e spesso con qualche timoroso sconcerto. Ma quei caratteri acquistavano il loro vero senso e sapore solo se si procedeva più oltre, fin dove - credo - solo pochi amici si sono spinti: fino a quella eccentrica e solida saggezza, a quella ammirevole autosufficienza che erano nel fondo di Wilcock.

Ogni scrittore, da quando l’arte di scrivere esiste, ha scritto e scrive per una società (che può anche essere di sole dieci persone), la società cioè alla quale egli appartiene. Esiste una differenza fondamentale tra il fatto di scrivere per una società e quello di scrivere per la folla. La società ha una Weltanschauung, un sistema vivo di pensiero, e vuole, per sentirsi vivere, lo stimolo di nuovi pensieri. La folla invece è inerte, non pensa e non può assimilare pensieri, né nuovi né vecchi.



biglietti: € 10,00 comprensivi di aperitivo



21 e 22 MAGGIO 2010

ASSOCIAZIONE CULTURALE COLORI NEL MONDO
con il patrocinio di

Assessorato alle Politiche Culturali
e della Comunicazione

L’avventura di Priscilla, la regina del deserto
adattamento e regia Giuliano Leva Zanetti

con
Cristiano Pisciottani (Tick Belrose/Mitzie del Bra), Fabio Michel Lopes (Adam Whitley/Felicia), Andrea Berardicurti (Ralph/Bernadette Bassenger), Doriano Rautnik (Bob/meccanico), Tiziana Profumi (Cynthia/moglie di Bob), Elisabetta Salvati (Marion/ex moglie di Tick), Emiliano Mastrangelo (Benjamin/figlio di Tick e Marion), Mariaelena Panunzi (Shirley/donna del bar e maratoneta), Fabrizio Saraulli (Frank/minatore), Daniele Molinari (Alan/aborigeno)

e con Vahana Sound Percussions – Daniele Molinari, Matteo Gallo, Stefano Quacquarelli (aborigeni)

aiuto regia: Francesca Maggiore
scenografie: Marco Fiorentini
costumi: Fabrizio Teragnoli
parrucche: Valter Lancellotti
disegno luci: Marco Alessandrini






Agghindate in costumi eccentrici, rese ammalianti da spettacolari trucchi di scena, arroccate su tacchi vertiginosi e addobbate con parrucche monumentali, le drag queen conquistano Roma.

A sedici anni di distanza dal film “Priscilla, la regina del deserto”, che ha fatto conoscere e amare al grande pubblico il favoloso e colorato mondo delle drag queen, il 21 e 22 maggio 2010 il regista Giuliano Leva Zanetti presenta a Roma, sul palcoscenico del Teatro Vascello, il primo adattamento teatrale italiano della fortunata pellicola diretta dall’australiano Stephan Elliott. “L’avventura di Priscilla, la regina del deserto”.

LA STORIA
Dall’incontro di due drag queen, di nome Mitzie e Felicia, con Bernadette, una transessuale di grande charme e di profonda saggezza, sempre pronta a folgorare chiunque con le battute più acute e letali, prende avvio uno stravagante viaggio attraverso il deserto australiano, a bordo di un autobus color lavanda, accompagnato dalle musiche degli Abba, di Gloria Gaynor e dei Village People. Una miscela inebriante di sontuose parrucche, scintillanti paillettes, piume di struzzo e musica anni Settanta, per uno spettacolo che porta in scena delle autentiche drag queen, dando l’occasione al pubblico capitolino di farsi sedurre da una vera e propria forma d’arte fatta di travestimento e incredibili trasformazioni, diventata un fenomeno di costume che spopola da un capo all’altro del pianeta.

I tre protagonisti della vicenda si lasciano, ciascuno a modo proprio, un difficile passato alle spalle e, grazie a un nuovo ingaggio ad Alice Springs, una cittadina del centro Australia, partono alla ricerca di un futuro lontano da Sidney, la città in cui vivono, dai suoi meccanismi spersonalizzanti. Mezzo di trasporto è una corriera sgangherata, per l’occasione dipinta di rosa e battezzata appunto Priscilla, stracolma di abiti di scena e orpelli per mille travestimenti. Vincendo la diffidenza iniziale, emergono ricordi d'infanzia, momenti di sincerità e confidenze intime. Ma il viaggio viene interrotto in pieno deserto per un guasto meccanico.

L’imprevisto è l’occasione per nuove conoscenze, tra dimostrazioni di ostilità da parte dei rudi minatori e degli abitanti della provincia australiana, affascinati e spaventati dall’inatteso materializzarsi di tre mirabolanti chimere del palcoscenico, quintessenza di eccentricità e teatralità, insperati lampi di amicizia e solidarietà.

Dopo tante peripezie, il viaggio riprende e Tick, che tutti conoscono nelle sgargianti vesti di Mitzie, confida le sue preoccupazioni agli amici: è in realtà sposato e ad aver ingaggiato le tre drag queen è proprio sua moglie Marion. Inoltre un figlio di otto anni lo attende ad Alice Springs.

Il lieto fine è servito, per una storia affascinante e commovente che parla delle possibilità concrete dell’integrazione delle diversità, di nuove famiglie, amicizia e amore senza confini né pregiudizi. Il viaggio è infatti una grande metafora: non solo scoperta dell’altro, ma scoperta di sé e ricerca, per ognuno dei protagonisti di questa fiaba moderna, di una dimensione esistenziale più autentica, di equilibrio, armonia e rispetto.

GLI INTERPRETI
Andrea Berardicurti (Bernadette), meglio noto come La Karl du Pignè è il più celebre dei personaggi della scena drag italiana. Inventrice e direttrice del Drag Queen College, La Karl du Pignè è da molti anni animatrice dei palcoscenici di discoteche ed eventi in tutta Italia, prestando il suo sarcasmo e i suoi trucchi per numerose partecipazioni teatrali, cinematografiche e televisive.

Fabio Michel Lopes (Felicia) è conosciuto nell’ambito della club culture romana con il nome d’arte La Fleur du Male.

Cristiano Pisciottani (Mitzie), vanta una serie di partecipazioni teatrali tra cui “Se il tempo fosse un gambero” con la regia di Pietro Garinei

www.priscillasqueens.com

UFFICIO STAMPA:
Gianluca Chironna cell. 392.3222682 – 320.0823405 priscillaitalia.press@gmail.com
Sara Dellabella cell. 348.7838750



25 MAGGIO 2010, ore 20,30

RICORDANDO NOTRE DAME
regia di Michele Mirenna

Costumi Concetta Emmanuele, Carmela Cangemi
Scenografie Antonino Mirenna
Collaboratore Andrea Iuliani

Con
Francesca Mirenna, Michele Mirenna, Federica Capannelli, Federica Mammoliti, Christelle Colasuonno, Clarissa Cinti, Alessandro Mari



INGRESSO INTERO 15 €


26 MAGGIO 2010

K
Stanley Kubrick e l'immaginario
Lezione / Spettacolo
di e con Stefano Betti & Flavio De Bernardinis

con: gli allievi del II anno della Link Academy

L’arte cinematografica di Stanley Kubrick è ancora tutta da raccontare. La nostra serata è dedicata alla messa in scena di questo racconto.

Una Lezione / Spettacolo con un doppio livello di drammaturgia:
- Estetico – Kubrick e l’immagine cinematografica.
- Esoterico - Kubrick e l’immagine velata.

Un’odissea nell’universo filmico di Stanley Kubrick. All’alba dell’uomo e oltre l’infinito.


INGRESSO LIBERO




27 MAGGIO 2010

PALLA AL SETTE
di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis

con: Antonella Britti, carla Buttarazzi, Emmanuele Ferrarini, Riccardo Floris, Lupo Misrachi, Daniele Monterosi, Veronica Visentin
regia Maurizio Lombardi

Italia, oggi. Campionato di calcio di serie A. L’ultima partita, dove si decide lo scudetto. All’ultimo minuto, l’ala sinistra sferra un tiro e la palla si incastra al “sette” della porta, all’incrocio tra palo e traversa. Il pubblico resta sbigottito. La palla non sta né dentro, né fuori della rete: è rimasta lì, sospesa nel vuoto. La partita viene interrotta: il titolo di campione d’Italia rimane vacante. La televisione si tuffa sulla notizia. Va subito in onda un delirante talk show che si occupa del caso. La palla blocca la “sette” è ormai un evento nazionale ed internazionale. Con risvolti ed effetti politici, sociali, religiosi, culturali assolutamente incontrollabili…

ingresso € 5,00 posto unico


29 e 30 MAGGIO 2010

Scuola Romana di Circo
KIMERE
rassegna di circo contemporaneo




12€ intero - 10€ ridotto
Venerdì e sabato ore 21.30 – domenica ore 18.30

Guarda il promo dello spettacolo "20 DECIBEL" della compagnia EL GRITO
: www.youtube.com/watch?v=3orrsDJe2AU



2009

dal 29 settembre al 4 ottobre 2009 danza e musica contemporanea
Compagnia Altroteatro – Altroequipe 2008
ALLALUNALALONEH
coreografie Lucia Latour
architetture Orazio Carpenzano
performer danzanti: Marta Bichisao, Giulia Iafisco, Ilaria Malovini, Jessica Santodomingo, Emanuela Ventura
Video live Cosimo Caroppo
Musiche David Barittoni
videomaker performance: Roberto Carotenuto


orari: ore 21, domenica ore 18.00
biglietteria: Intero € 12.00 ridotto € 10.00



6 ottobre 2009 musica contemporanea
MEDUSA'S SPITE
Morning doors (the glass path)

Il ritorno del concept album
alternativo/rock/elettronica

STEFANO DANIELE: Voce, tastiere, chitarra acustica
PAOLO DANIELE: Voce, Chitarra, Electronics
AXEL DONNINI: Basso
FABIO DE ANGELIS: Batteria



Stefano e Paolo Daniele continuano a tracciare il percorso del Medusa's Spite con il supporto di Axel Donnini basso) e Fabio de Angelis (batteria)
Morning Doors (The Glass Path), il nuovo album del quartetto romano, è il capitolo conclusivo di un audio-cortometraggio iniziato nel 2005 con Morning Doors. Due album complementari legati da un filo narrativo tessuto da immagini sonore – musica concreta – e coloriture elettro-rock. Protagonista è un ragazzo proveniente da un’altra galassia, dimenticato dai compagni di viaggio sul nostro Pianeta.
Il tempo è un presente assoluto: giornata qualunque di una vita qualunque, cadenzata da suoni ambientali - una discoteca, un bar, l’intimità di un’alcova - di vita quotidiana. The Glass Path (il sentiero di vetro) è un viale su di un mondo meraviglioso che porta il protagonista e l’ascoltatore/spettatore verso la conoscenza, l’Io. Il tutto in un’atmosfera onirica che sa di vetro, costantemente in bilico sul punto di infrangimento.
Armati di microfono, come moderni sociologi i Medusa’s Spite hanno catturato i rumori musicali della vita ordinaria, mescolandoli alla loro musica elettronica dalla radice new wave, imbevuta nelle più attuali timbriche scandinave. A testimonianza della profonda passione che da sempre caratterizza la band, per coerenza stilistica Morning Doors (The Glass Path) viene venduto in coppia con il predecessore Morning Doors, al prezzo di un unico cd. Il cofanetto racchiude così un concept album di pinkfloydiana memoria, ma dalle tematiche strettamente attuali.
Italianissimi al 100%, i Medusa’s Spite sono alfieri nazionali di un rock elettronico espresso in fedele lingua inglese già dalla fine degli anni 90. Agli inizi degli anni 2000 il quartetto vanta un’importante attenzione dei media nazionali e internazionali, divenendo il primo gruppo nostrano capace di immergersi nella corrente electro-rock anglofona, creandosi uno zoccolo duro di fan tutt’ora fedelissimi.
La band attuale
All’inizio del 2006 differenti decisioni artistiche hanno portato Stefano e Paolo Daniele da una parte, e Antonello Aprea dall’altra, a uno stop e alla decisione irreversibile di interrompere questo matrimonio iniziato nel ’96.
Attualmente, Stefano e Paolo Daniele proseguono il cammino dei Medusa’s Spite con Axel Donnini e Fabio de Angelis; e siamo al 2009.
Con Morning Doors (The Glass Path) si chiude ora il capitolo iniziato quattro anni prima con Morning Doors. Il primo singolo estratto è Soon, brano che vede ancora il sodalizio artistico con Simone Pellegrini (già regista di Life In The Year 2001 e Will Hunting). Il video di Soon riceve 4 nominations al MEI di Faenza, vince il Premio Miglior Regia PIVI 2008 e il Premio Roma Videoclip.


orari: ore 21
biglietti: intero € 12.00 ridotto € 10.00


7-8 ottobre 2009 prosa
Comune di Roma Municipio Roma XVI
COMPAGNIA TSI La Fabbrica dell'Attore
MARX A ROMA
dda Marx a Soho di Howard Zinn
traduzione e adattamento di Andrea Grignolio
con Graziano Piazza (Karl Marx)
Francesca Fava (Jenny, sua moglie)
regia di Giancarlo Nanni

“Potete spargere la voce: Marx è tornato! Per poco tempo.” Inviato per errore a New York, invece che nel quartiere di Londra dove aveva vissuto, Karl Marx torna in terra per spiegare le sue ragioni. È malinconico e sarcastico, portato al ricordo e disincantato commentatore dei trionfi del capitalismo contemporaneo. È tornato soprattutto per porre una domanda: perché mai da più di un secolo tutti sentono il bisogno di ripetere che le sue idee sono morte?” Howard Zinn riesce, in questa pièce all’apparenza stravagante, a unire un’attenta conoscenza della biografia di Marx a una brillante vena polemica. Il suo intento, scrive nella presentazione, non è solo quello di illuminare “il suo tempo e il posto che Marx vi occupava, ma il nostro tempo e il posto che vi occupiamo noi”. Gli ideali socialisti sono spiegati molto razionalmente, ma la critica all’America è feroce perchè è Zinn che parla attraverso Marx.



Karl Marx: Filosofo tedesco nato a Treviri nel 1818 in un’agiata e colta famiglia, figlio di un avvocato ebreo convertito al protestantesimo. Nel 1841 si laurea a Berlino con una tesi su Epicuro. Nel 1843 sposa l’amica d’infanzia Jenny von Westphalen di nobile famiglia prussiana, che sarà la sua fedele e sodale compagna di tutta la vita. Nel 1844 a Parigi incontra Engels che diventerà il suo amico più caro. Espulso dalla Germania e dalla Francia, nel 1849 si trasferisce con la famiglia a Londra nel popolare quartiere di Soho, dove vive in condizioni molto difficili. Potrà sopravvivere grazie all’aiuto finanziario di Engels. Muore il 2 dicembre 1881 ed è sepolto nel cimitero di Highgate insieme alla moglie.

Howard Zinn storico statunitense nato nel 1922. Laureato alla Columbia University è professore emerito di storia alla Boston University. E’ stato visiting professor alle università di Parigi e Bologna. Icona della sinistra americana, amico di Noam Chomsky, teorico della controinformazione e attivo nei movimenti per i diritti civili, è autore della fondamentale “A people’s History of the United States” pubblicata anche in Italia dal Saggiatore, in cui la storia degli US viene raccontata dalla parte degli indiani, dei neri, dei Latinos ecc

orari: ore 21
biglietti: ingresso libero fino ad esaurimento posti


10-11 ottobre 2009 danza
Festival Romaeuropa
Prima Nazionale
EXTRAVAdANCE parte I Myriam Gourfink – Corbeau

con Gwenaëlle Vauthier
coreografia Myriam Gourfink
musiche Kasper T.Toeplitz
coproduzione LOLdanse, Centre national de la danse-Pantin (creazione in residenza)
con l'amichevole autorizzazione di
Ballet de l'Opéra National de Paris
con il supporto di SPEDIDAM Loldanse ha il sostegno di Direction des affaires culturelles d'Ile-de-France - Ministère de la culture et de la communication con il patrocinio di Ambasciata di Francia

Con Extravadance Romaeuropa presenta due voci nuove della coreografia: riflessiva e intima quella di Myriam Gourfink, esuberante e ironica quella di Olivier Dubois, personalità tra loro molto lontane, unite però in una serata dove la danza contemporanea dialoga in diversi modi con la fulgente eredità del balletto classico.In apertura di serata va in scena un incontro del tutto particolare: avviene tra la coreografa contemporanea Myriam Gourfink e la danzatrice classica Gwenaëlle Vauthier. Ed è del tutto particolare considerando che Gourfink è una delle figure di punta della ricerca coreografica francese, attiva dalla fine degli anni ‘90, un periodo in cui ha lavorato anche a New York come borsista di Villa Medici. I suoi “processi creativi” si avviluppano attorno alla passione per lo yoga e alla scoperta delle possibilità dell’informatica applicata alla danza. Uno stile lento il suo, fluido e concentrato fin dai primi lavori sullo studio dei più intimi dettagli, come Waw dove si apriva a una diversa coscienza corporea. Il movimento nelle successive coreografie veniva filtrato, purificato e reso duttile fino a diventare più il veicolo di una metamorfosi corporea che di uno spostamento. Una danza che sembra inseguire la pulsazione del respiro, ma che ha anche sfruttato musica creata in tempo reale, sincronizzando i movimenti del corpo dei danzatori con i generatori elettronici dei suoni. Coscienza del movimento, metamorfosi corporea, respiro, lentezza e flessuosità sono tutti elementi che si ritrovano anche in Corbeau che tuttavia ha segnato l’apertura di Gourfink a una dimensione nuova della sua ricerca, tanto che al debutto al Centre National de Danse ha impressionato lo smaliziato pubblico parigino raccogliendo una notevole affermazione. Si tratta infatti di una creazione pensata per una danzatrice classica e sviluppata attraverso l’incontro di Gourfink con Vauthier, quadrille del Ballet de l’Opéra National de Paris. La coreografia è articolata sulla verticalità del movimento con un uso virtuosistico delle gambe, tipico del balletto, ma che pur partendo dalla danza classica si sviluppa in modo autonomo e innovativo. Le tecniche di appoggio della danza classica sono qui rielaborate da Gourfink e Vauthier per annullare la forza di gravità e proiettare la coreografia verso l’alto, in un equilibrio tanto più delicato quanto più è lento il movimento. Così il corvo - il Corbeau del titolo -, rimanda anche a una posizione yoga: eppure in questo volatile non sempre elegante è possibile perfino scorgere l’ennesima metamorfosi della metamorfosi della donna in cigno del balletto romantico.

EXTRAVAdANCE parte II_Olivier Dubois - Pour tout l’or du monde

ocon Gwenaëlle Vauthier
coreografia e danza Olivier Dubois
musiche François Caffenne
produzione Festival d'Avignon e SACD con il sostegno di Centre National de la Danse e di POLESTARS -Londra
con il patrocinio di Ambasciata di Francia

Nella seconda parte di Extravadance, dopo l’esibizione di Myriam Gourfink, le atmosfere del balletto romantico fanno capolino attraverso i temi del Il lago dei cigni, che aprono Pour tout l’or du monde, un solo creato e interpretato da Olivier Dubois, sicuramente uno dei personaggi più singolari, estrosi e divertenti della pur variegata scena della danza francese.
Danzatore tardivo -ha iniziato a studiare seriamente all’età di 23 anni -, fisico atipico rispetto agli standard coreutici, Dubois ha un corpo massiccio, carismatico e di suo assoluto dominio: se l’ironia è una delle più acuminate frecce al suo arco e lo posizionerebbe in quell’ambito della cosiddetta “danza concettuale”, invece il suo lavoro possiede una fisicità esuberante quanto atipica. Perciò non sorprende abbia affascinato coreografi come Karine Saporta, Angelin Preljocaj, Jan Fabre, Nasser Martin-Gousset, nomi che stanno segnando lo sviluppo della danza contemporanea e che nei loro lavori hanno creato delle parti appositamente per lui. A proposito del suo fisico piccolo e squadrato è stato Preljocaj a profetizzargli: “Il giorno che il tuo corpo sarà per te un problema, allora sarà la tua danza a essere un problema”: infatti è raro trovare un danzatore come Dubois che si diverta e diverta il suo pubblico anche provocandolo. Sorprende ancora meno allora che Dubois abbia preso parte anche a una creazione del Cirque du Soleil e a uno spettacolo smaccatamente commerciale di Celine Dion a Las Vegas. Artista dunque estroso negli interessi e dall’attivismo bulimico, come coreografo è propenso a rivolgersi alla storia della danza come con Faune(s), lavoro a lui ispirato alla figura del danzatore e coreografo Vaslav Nijinskij pietra angolare dei Ballets Russes di Sergej Djagilev. Ma l’interesse per il passato, affettuoso e mai didascalico, è per Dubois piuttosto la scintilla per percorsi immaginifici del tutto personali, funzionali a sancire in certo senso anche la distanza dalla tradizione. In Pour tout l’or du monde, che lo ha imposto all’attenzione internazionale, il suo solo inizia nel costume nero di un flessuoso principe charmant aggirandosi in prossimità della musica di Cajkovskij, per finire… Ma sì, in mutande. Uno strip naturalmente senza complessi, dall’ironico sapore kitsch e di piglio esilarante, per togliere il velo anche alla sensualità della danza, fino a scoprirne con grazia, ilarità e innato gusto della provocazione il côté di feticcio. Irrefrenabile nelle sue esibizioni, da vero animale da palcoscenico Dubois sembra perfidamente suggerire che in fondo tutti vorrebbero trasformarsi in un cigno, bianco o nero che sia.

orari: ore 20,30 - 11 Ottobre ore 17,00
biglietti: intero € 15,00 ridotto € 12,00


13-14-15 ottobre 2009 danza contemporanea
Compagnia GRUPPO MANDALA
BUTTERFLY
Percorso di Liberazione dell’Uomo Addormentato
Spettacolo Multimediale

Drammaturgia e Testi: Lucien Bruchon
coreografia: Paola Sorressa

Danzatori: Giorgia Antonelli, Giordana Cosimi, Matteo Occhipinti,
Valentina Palombo, Paola Sorressa
con la partecipazione straordinaria di Lucien Bruchon

Lo Spettacolo di danza contemporanea e contact con le coreografie di Paola Sorressa, le musiche originali di Roberto Coccia, le scenografie video di Roberto Carotenuto, le strutture architettoniche modulanti, la drammaturgia, i testi e la partecipazione straordinaria di Lucien Bruchon, filosofo e solista internazionale, è una rivisitazione delle fasi della Liberazione dell’Uomo Addormentato in una visione olospirituale attraverso la metafora della crisalide.
Diviso in tre quadri si propone come una riflessione filosofica e poetica del percorso dell’uomo dalla fase di identificazione con la materia che riconosce come unica realtà (bruco - fase del Sonno), alla liberazione dalle illusioni (farfalla - fase dell’Illuminazione) passando attraverso la presa di coscienza e il distacco (bozzolo -.fase del Risveglio).

orari: ore 21
biglietti: intero € 12.00 ridotto € 10.00


17 ottobre 2009 - Ore 21.00
COMPAGNIA DEJA DONNE
A GLIMPS OF HOPE

coreografia: Simone Sandroni
Performers: Dagmar Böck / Germania,Christine Kjellberg / Norvegia, Martina La Ragione / Italia, Natalia Pieczuro/ Polonia
Musica originale: Luigi Ceccarelli
Quattro donne, quattro forti personalità, quattro torri, azione, passione violenta e humor sono gli ingredienti dell’ultima creazione della compagnia Déjà Donné, fondata da Simone Sandroni e Lenka Flory.
Intitolato A Glimpse of Hope, lo spettacolo non vuole essere portatore di una morale o di un qualche messaggio inaudito ma bensì vuole essere tragicomicamente una finestra sulla pura azione di quattro donne.



GUARDA LE FOTO DELLO SPETTACOLO http://www.dejadonne.com/glimpse/gallery.html


“A Glimpse of Hope” (2008) è diretto da Simone Sandroni e Lenka Flory. E‘ una coproduzione tra Italia (Regione Umbria, Déjà Donné), Germania (Theater im Pfalzbau Ludwigshafen, Dance Festival Monaco, Tanzhaus Düsseldorf, Nationales Performance Netz).

Eterogenee per età, morfologia, carattere; portatrici di sogni, di aspirazioni rivoluzionarie, di ideali dal voler cambiare il mondo a quelli più piccoli, intimi e personali: queste creature agiscono, si scontrano, si mettono in mostra, si affermano individualmente per poi unirsi nell’estrema diversità.”

orari: ore 21
biglietti: intero € 12.00 ridotto € 10.00


18-19-20-21-22 ottobre 2009 teatro e circo
RIBOLLE
(spettacolo adatto a tutte le fasce d’età che incanta dai bambini agli anziani)

Una creazione di Renzo Lovisolo e Michelangelo Ricci
Con Simona Baldeschi Maria Grazia Fiore Maurizio Muzzi
Musiche di scena Claudia Campolongo
Organizzazione e promozione Desiree Lombardi Enzo Rizzo

Ribolle è un viaggio tra bolle di sapone d'ogni forma e dimensione, da quelle giganti a quelle piccolissime, da quelle che nascono dalle semplici mani nude e da un soffio a quelle generate da complesse procedure o da attrezzature improbabili.

” RIBOLLE” è un racconto visivo e musicale che trasposta a chi vi assiste in un mondo di bolle dalle forme geometriche danzanti, bolle multiformi dal carattere addomesticabile e docile a momenti incontenibilmente ribelli e sfuggenti. Si entra così in un mondo di bolle dalle sembianze umane o di sogno, che nel loro volteggiare o sparire raccontano episodi di vita reale e di favola fantastica in un succedersi di quadri pantomime e gag che mettono lo spettatore in una sorta di sospensione temporale, di incanto primordiale. Uno spettacolo che attraversa con le abilità straordinarie dei suoi attori, incanto, sorprese magiche, musica e poesia.



Sulla scena tre irresistibili e mutevoli personaggi, guidati dalla passione per le bolle di sapone, dal gioco teatrale e dall'incanto segreto racchiuso in ogni bolla, sospinti e condotti da una musica originale che accompagna questa infinita sequenza di bolle, da quelle sospese nel' aria a quelle appoggiate tra le mani o a quelle che vanno a racchiudere interamente il corpo umano, sino a quelle dai comportamenti imprevedibili o che assumono forme quasi umane o che seguono come danzatrici i ritmi e le melodie musicali eseguite dal vivo. Le bolle si fanno quindi oggetto del contendere del gareggiare dell'amicizia dell'amore del conflitto, oggetto effimero ed instabile bisognoso d'attenzione e cura a che non si infranga, non scoppi e che proprio nel suo dissolversi da forma compiuta e vedibile in invisibile aria, in assenza, diventando così mezzo e simbolo per una lettura leggera e delicata della realtà ed in definitiva della vita stessa.

orari: tutti i giorni doppio spettacolo alle ore 17.45 e alle ore 21 durata dello spettacolo un’ora
biglietti: intero € 12.00 ridotto € 10.00


20 ottobre - 1 novembre 2009 teatro (sala due)
Compagnia TSI LA FABBRICA DELL'ATTORE
IL DESIDERIO DI CONOSCERE
La storia di Barbara McClintock
da “The Longing to Understand” di Jane Cox
traduzione di Andrea Grignolio

con Francesca Fava
regia di Graziano Piazza



"The Longing to Understand", è un monologo sulla vita di Barbara McClintock, la genetista americana che dallo studio sulle piante del mais scoprì “i trasposoni”, o geni mobili, per i quali ricevette il Premio Nobel all'età di 81 anni, trent'anni dopo le sue scoperte.
Questa figura di donna è particolarmente significativa non solo perché si tratta di una delle maggiori scienziate del ventesimo secolo, ma anche perché la sua biografia mette in evidenza tutti gli ostacoli e i pregiudizi che Barbara McClintock, come scienziata, ha dovuto superare per imporsi nella società patriarcale del suo tempo.
“Il desiderio di conoscere” è anche il desiderio di superare i ruoli predefiniti e le aspettative che la società attribuisce al genere femminile (e agli individui in generale), dalle pressioni familiari di diventare, come avrebbe desiderato la madre di Barbara, una “un'amabile figlia, una moglie amabile e infine una madre amabile”, alle costrizioni istituzionali che educano le donne ad assoggettarsi o peggio segregarsi professionalmente in “ruoli femminili”, sopratutto nei settori scientifici, nei laboratori, nelle università, nei centri di ricerca.

Inoltre dal 15 ottobre al 13 novembre 2009 partirà Presso il Teatro Vascello un Laboratorio gratuito che si articolerà in 7 incontri su “Donne Scienza e Teatro” rivolto agli studenti del Dams di Roma 3 coordinati dall’esperto scientifico Andrea Grignolio, dal regista Graziano Piazza, dall’attrice Francesca Fava e supervisionato dai Direttori Artistici del Teatro Vascello Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann

CALENDARIO DEGLI INCONTRI
MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE ORE 10.30 – 13.30 Graziano Piazza “La scienza del Teatro”
VENERDI’ 23 ottobre ore 10.30 – 13.30 Graziano Piazza “La scienza del Teatro”
MERCOLEDI’ 28 ottobre ore 10.30 – 13.30 Andrea Grignolio “Il Teatro e la Scienza”
MARTEDI’ 3 NOVEMBRE ore 10.30 – 13.30 Enzo Toto “Scienza e teoria del teatro”
VENERDI’ 6 novembre ore 10.30 – 13.30 Francesca Fava “Donne, Scienza e Teatro”
LUNEDI’ 9 novembre ore 10.30 – 13.30 Incontro finale “Presentazione dei lavori realizzati con gli iscritti”
MERCOLEDI’ 11 novembre ore 10.30 – 13.30 Incontro finale “Presentazione dei lavori realizzati con gli iscritti

dal 24 novembre al 6 dicembre 2009 teatro
Compagnia TSI LA FABBRICA DELL'ATTORE
in collaborazione con Officine Puricelli


24-25 ottobre 2009 danza
Festival Romaeuropa - Prima Nazionale
Raimund Hoghe - Boléro Variations

ideazione e coreografia: Raimund Hoghe
interpreti: Ornella Balestra, Lorenzo de Brabandere, Emmanuel Eggermont, Raimund Hoghe, Yutaka Takei, Nabil Yahia-Aïssa
musiche: Maurice Ravel, Giuseppe Verdi, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Boleros dell'America del Sud
eseguite da Marguerite Long, Maurice Ravel, Leonard Bernstein, Robert Casadesus, Benny Goodman, Morton Gould, Pierre Monteux, Maria Callas, Anita Lasker-Walfisch, Chavela Vargas, Pedro Infante, Doris Day, Tino Rossi, Luis Mariano, Mina...
produzione: Cie Ramund Hoghe (Düsseldorf-Parigi)
coproduzione: Les Spectacles vivants - Centre Pompidou; Festival d'Automne-Parigi; Centre Chorégraphique National de Franche-Comté, Belfort con il sostegno di CULTURESFRANCE / Conseil Régional de Franche-Comté / DRAC Franche-Comté; Tanzquartier Wien (Autriche)
con il sostegno di Goethe-Institut Italien con il patrocinio diAmbasciata della Repubblica Federale di Germania

C’è una pulsazione al fondo dell’esistenza? E potrebbe essere quella del bolero? A queste domande sembra voler rispondere Raimund Hoghe trasmettendo l’energia di una danza dalle origini misteriose. In Boléro Variations, i bolero latino americani contaminano l’andamento seducente del celeberrimo brano di Maurice Ravel, in uno spettacolo di teatro danza che esalta le variazioni del vivere fino alle sue oscillazioni più infinitesimali. Scrittore, giornalista, sceneggiatore Hoghe è stato per lungo tempo drammaturgo di Pina Bausch ed è arrivato alla coreografia nel 1984, mettendosi in gioco anche in prima persona sul palcoscenico. Vista la particolarità del suo fisico lontano dai canoni non solo della danza è una vera sfida, curiosamente ispirata all’artista tedesco dal verso di Pier Paolo Pasolini: “gettare il mio corpo nella lotta”. Nasce così una danza particolare, dove la fisicità di ogni danzatore trova il suo universo e dove la ricerca sul movimento, sul rapporto tra i corpi e lo spazio è scandita attraverso velocità molto diverse, anche quella della lentezza funzionale a scavare il significato dei gesti nei risvolti nascosti. Orientato verso un teatro danza contemporaneo, Hoghe tuttavia volentieri volge la sua attenzione ai classici: così a fianco di coreografie come Sacre - The Rite of spring, Swan Lake, 4 Acts e L’Aprés-midi, spunto per Boléro Variations è la partitura per danza di Ravel osservata con sguardo sottile, sensibile al suo segno senza tempo. La folgorazione avviene dopo aver guardato Jayne Torvill e Christopher Dean nella gara di pattinaggio artistico su ghiaccio alle Olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984. L’esibizione di quegli straordinari atleti sulla musica di Ravel, ancora oggi periziabile su youtube, gli appare come una discesa nelle complesse radici di questa danza. Le origini del bolero si fanno risalire al XVIII secolo in Spagna, ma nell’Ottocento a Cuba, allora possedimento spagnolo, appare una danza con lo stesso nome che dilaga nell’America Latina: senonché il ritmo in origine ternario è divenuto binario e ancora oggi si discute se la forma spagnola e quella cubana siano imparentate anche musicalmente oltre che per il nome. Le due facce del bolero, quella europea più colta e quella latinoamericana più popolare, tra loro certo lontane, s’incontrano in uno spettacolo di rara eleganza, percorso da un umorismo a cuor leggero che rende luminoso lo sguardo sul mondo che Hoghe lancia da un’audace prospettiva. Cinque danzatori, compreso Hoghe, e una danzatrice incrociano i loro destini nello spazio scenico delimitato dalla luce, raramente toccandosi e talvolta restandone perfino ai bordi nella penombra. La decantata ricerca sul gesto, dalla dimensione lenta fino al fluido scorrere, intercetta quei rapporti spaziali e psicologici dove la distanza non si tramuta in indifferenza. Così l’immagine di sfrontato e insistito crescendo, così legata al bolero soprattutto grazie a Ravel, si redime attraverso i ritmi latinoamericani in un universo di gesti e sguardi, di presenza e vuoto, dove la ripetitività lascia spazio alle variazioni dell’esistenza.

orari: ore 20,30
biglietti: intero € 15,00 ridotto € 12,00


30 31 ottobre e 1° novembre 2009 prosa
CIAC Centro Internazionale delle Arti Contemporanee
M'amanonm'ama
(Ragazza magra con chiodo fisso cerca amante nature morte per relazione definitiva)
di Luigi Saravo

con Max Fanelli, Claudia Vegliante, Monica Mignolli, Emanuele Silvestri, Alessandra Mortelliti, Gloria Gulino, Ottavia Bianchi, Simona Augelli, Elisa Cassero, Patrizia Ciabatta.

coreografie Claudia Vegliante
regia Luigi Saravo



“Ragazza magra con chiodo fisso cerca amante nature morte per relazione definitiva”. Così titolava un annuncio su un quotidiano gratuito che mi veniva rifilato all’uscita della metropolitana mentre me ne andavo alle prove dello spettacolo a cui avevo cominciato da poco a lavorare. Credo che l’annuncio dovesse essere un messaggio in codice per qualcuno capace di riconoscerne i riferimenti, come del resto altri sullo stesso giornale, ma per me fu invece la chiave attraverso cui mettere a fuoco il materiale di lavoro che stavamo esplorando: l’Amleto.
Avevamo deciso di partire dal testo di Shakespeare per poi prendere una qualche linea di fuga, ci stavamo concentrando sulla storia d’amore tra Ofelia ed Amleto e quell’annuncio strampalato sembrava definire in maniera decisa alcuni elementi in cui ci eravamo imbattuti. Il lavoro delle prove consisteva in improvvisazioni, chiacchierate e il recupero di materiali associativi ovvero giocattoli, profumi, cibi, musiche, film, fotografie, aneddoti e sogni personali che i componenti del gruppo trovavano potessero avere un’assonanza con i due protagonisti della storia d’amore e la loro relazione.
Ne vennero fuori un’Ofelia aspirante suicida e un Amleto necrofilo: tutto sommato la storia d’amore perfetta! Senza stare qui ad approfondire l’articolata genesi di questa lettura quando quell’annuncio mi saltò sotto gli occhi, mi rimase facile riconoscere la “ragazza col chiodo fisso” ovvero Ofelia e la sua aspirazione suicida e “l’amante nature morte” ovvero il nostro Amleto, non a caso, iconograficamente rappresentato con il teschio in pugno e una voluttuosa propensione al lutto. Ora, stando alle regole del gioco del caso, mi rimaneva da considerare il perché quell’annuncio portasse un “magra” attribuito alla “ragazza con chiodo fisso”. Saltabeccando tra varie magrezze scoprimmo che al primo posto nella produzione di fantasie suicide ci sono gli anoressici e capimmo quindi che di anoressia si trattava per la nostra Ofelia. Di qui, mollammo gli ormeggi che ci tenevano legati all’Amleto e cominciammo un percorso di scrittura scenica che ci traghettò così lontano dal testo di Shakespeare da dimenticare i nomi di Amleto e Ofelia e sostituirli con quelli dei nostri attori.
In questo percorso abbiamo esplorato i temi del cibo, dell’eros, dell’attrazione per la morte e della fascinazione per le cose morte. Abbiamo costruito un’esile parabola narrativa che potesse darci l’opportunità di trasformare i temi in materiale rappresentativo cercando la maggiore semplicità possibile e così, come spesso ci è accaduto, la danza, la musica, le parti testuali, gli oggetti, sono stati utilizzati senza troppe attenzioni per l’unità dei registri espressivi nel tentativo di comporre una favola teatrale che con leggerezza potesse portare il peso dei temi che ci accompagnavano. Ciò che alla fine ci sembra possa essere rimasto è la consapevolezza che molto del dolore consumato nelle nostre vite sia figlio delle strutture di potere (sociali, famigliari) e dei loro valori e che solo l’amore, inteso come lo svincolare se stessi e gli altri da imposizioni sul come si dovrebbe essere e su cosa si dovrebbe provare possa emanciparci dal dolore. A volte questo svincolarsi dal comune sentire, può spingersi fino al limite estremo dell’esistenza come nel caso dei personaggi del nostro M’amanonm’ama ma a volte è la vita stessa che chiama alcuni suoi figli ad esplorarne i più segreti meandri e ad esperirne i più cupi segreti.


orari: ore 21 domenica ore 17.00 lunedì riposo
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00



dal 3 all' 8 novembre 2009 teatro
TreQuinte Produzione Spettacoli

KARMA PARTY
di Vittorio Centrone, Francesco Polizzi e Francesco Lenzi
con: Luca Klobas e Magda Gomes
Regia di Francesco Polizzi
Musiche Vittorio Centrone e Francesco Lenzi
Produzione: Trequinte



Perchè gli anni Ottanta?
La musica e la memoria, i padri e i figli, la rivoluzione e l’integrazione, la vendetta e il perdono. Di questo si parla in “Karma Party”, uno spettacolo nato dal desiderio di raccontare un’epoca – gli anni ’80 –, e di mettere alla prova il luogo comune che li ha etichettati come “anni di plastica”, solo disimpegno ed edonismo. Per chi è vissuto e maturato in quegli anni, ha imparato la politica guardando ai summit tra Reagan e Gorbaciov, ha iniziato a guardare il calcio con Paolo Rossi e appreso le regole della strada schierandosi tra paninari e dark, gli eighties sono anni irrinunciabili e addirittura poetici.

Una “Opera-Pop”
L’utilizzo e la fusione di registri e generi differenti – dall'avanspettacolo, alla commedia shakespeariana, al teatro epico – fanno di “Karma party” uno spettacolo inusuale e innovativo. Fondamentale è la dimensione musicale: ben più che semplice colonna sonora, la musica ha funzione narrativa. Le hits di quegli anni , denudate della loro veste elettronica, sono ripercorse da una band acustica che interviene nell’azione, guida lo spettatore e commenta la vicenda come una sorta di coro greco, sotto l’egida di un corifeo d’eccezione: John Lennon.

La scena dunque è duplice: mentre la band accompagna gli spettatori nella storia, sul palco assistiamo alle vicende singolari, ma per molti versi tipiche, della famiglia Quartieri: Claudio, padre carismatico e avvocato in carriera, la moglie Alice, che alla famiglia ha dedicato la vita, Andrea il primogenito chiamato a ricalcare le orme paterne e la più giovane Stefania, ancora alle prese con le sue crisi adolescenziali. In questo quadro apparentemente tranquillo piomba come una meteora il cugino Jacopo. Musicista giramondo, presunto figlio illegittimo di John Lennon, con il suo ingenuo idealismo hippie ormai fuori dal tempo rompe gli equilibri e le consuetudini borghesi dei Quartieri. Il suo arrivo svelerà il segreto di un’antica colpa ed innescherà la spirale della vendetta. Lo scontro familiare è occasione per affrontare con i toni della commedia brillante il conflitto fra due opposte filosofie di vita, due mondi agli antipodi.


orari: ore 21 domenica ore 17.00 lunedì riposo
biglietti: intero € 18.00 ridotto € 15.00



dall'11 al 22 novembre 2009 teatro
Compagnia TSI LA FABBRICA DELL'ATTORE
in collaborazione con Officine Puricelli

A CENA CON AMICI
di Donald Margulies (premio Pulitzer 2000)
traduzione di Enrico Luttmann
con Paolo Giovannucci, Antonella Attili, Paolo Zuccari, Elodie Treccani
regia Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto
scene Maru Leone



Due coppie sposate con figli sono amici da molti anni. Condividono da sempre cene, vacanze ed esperienze comuni. Oggi, dopo dodici anni di felicità indiscussa, una coppia esplode e procede determinata verso il divorzio. L’uomo si è innamorato di un’altra e la moglie disperata cerca accoglienza e comprensione nella coppia salda, i migliori amici che ha al mondo. Questi però, sorpresi in modo quasi violento, faticano ad accettare l’accaduto, più della loro amica abbandonata. Per loro cade un riferimento fondamentale, si scoprono impreparati e increduli. Nulla sembrava preannunciare quella crisi nella vita dei loro amici. Da qui nasce un nuovo corso in cui marito e moglie, quelli che stanno ancora resistendo, si specchiano nella crisi degli altri due, e non possono evitare di farsi domande su di loro e sul futuro che li aspetta. La paura serpeggia muta e ignorata di fronte alla possibilità di una fine anche per loro, cominciano a metterla nel conto, o almeno cercano di capire come poterla anticipare, perché sanno che se arrivasse sarebbe insostenibile. Il disagio poi cresce ancora di più quando i loro amici separati si ricostruiscono una vita con due nuovi partner e diventano più felici e sereni di prima. Riscoprono la passione e anche i piaceri di una vita sessuale che ormai viveva solo di frustrazione.  La pressione aumenta e la coppia sposata deve uscire dal tunnel. Uno sguardo impietoso e spesso anche divertente sulle relazioni nella  “società liquida” teorizzata da Zygmunt Bauman

orari: ore 21 domenica ore 18.00 lunedì riposo
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00



dal 25 novembre al 6 dicembre 2009 teatro
Compagnia TSI LA FABBRICA DELL'ATTORE
IL MISANTROPO
di Moliére

Traduzione Cesare Garboli
con Paolo Giovannucci, Barbara Chiesa, Luigi Di Pietro, Dajana Roncione, Daniele Paoloni, Elodie Treccani, Paolo Zuccari, Michele Bevilacqua, Lorenzo Battisti, Marco Canuto.

Regia Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto



IL CASO MOLIERE Note di regia.
Molière è un esempio di altissima drammaturgia che si struttura a più livelli, ed ha nell’interpretazione dell’attore, proprio perché era Molière, la sua naturale estensione fisiologica. Il Misantropo è uno strano mito moderno, oggetto di letture freudiane e di genere imprendibile tra la farsa e la tragedia più nera. Mito per le misteriose contraddizioni che animano il protagonista e lo mantengono in uno stato di eterna irrisolvibilità. Alceste è un miracoloso miscuglio di grande altezza morale, spesso condivisibile, e un eccesso di rigidità e furia che lo colorano di ridicolo. Con lui si ride di chi soffre, e quanto più soffre il personaggio, tanto più si ride. Ma non si ride di qualcosa che non ci appartiene, al contrario in lui, nonostante la sua follia, riconosciamo noi stessi e veniamo trascinati nelle contraddizioni profonde della ragione e dell’istinto che viaggiano in mondi diversi, ma in modo così schizofrenico e assoluto, che l’identificazione s’incontra con una specie di imbarazzo. Per la sorpresa della verità che si palesa sfacciata. E così il ridere non è esplosivo, verso qualcosa di lontano, ma è dans l’ame, mentre ci guardiamo sorpresi in uno specchio. Il tutto sostenuto e innervato da una scrittura musicale. I versi alessandrini sono tradotti in versi martelliani senza rima da un gigantesco Cesare Garboli.
Per raccontare Molière bisogna suonarlo, accettarne gli eccessi, sostanziarli della verità che li ha creati, e quasi magicamente il testo stesso ci riparlerà, a noi spettatori, ma anche a noi che lo recitiamo, aprendo porte fino ad allora invisibili, dove si affaccia l’illogico, l’insondabile. E quando si toccano quegli strati, in Molière la ricchezza emotiva dilaga e tutto s’inonda di poesia, come la vita quando le contraddizioni ballano insieme allo stesso ritmo. Perdiamo i contorni della logicità e valori contrapposti e antitetici si affratellano in una suprema e più profonda verità. E lì il riso del pubblico è la colonna sonora del piangere muto del personaggio.
Paolo Zuccari


orari: ore 21 domenica ore 18.00 lunedì riposo
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00


dall'8 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 teatro
Compagnia RezzaMastrella - Teatri 91 – Fondazione TPE
FLAVIA MASTRELLA e ANTONIO REZZA in
7 14 21 28
con Antonio Rezza
Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore
regia Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Ascolta l'intervista di RadioSapienza sullo spettacolo
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Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.

orari: ore 21 domenica ore 17 lunedì riposo
biglietti: intero € 18.00 ridotto € 15.00 e € 12.00





14 dicembre 2009




IL VASCELLO DEI PICCOLI

dal 21 novembre 2009 al 6 dicembre 2009
Compagnia Nomen Omen
LE AVVENTURE DI PINOCCHIO
di Carlo Collodi
Riduzione, adattamento e regia di Danilo Zuliani



Dopo il successo del Peter Pan l'Associazione Culturale Nomen Omen torna in scena con un classico della letteratura per ragazzi PINOCCHIO.


FAI CLIC PER APRIRE LE IMMAGINI

Cosa accadrebbe se le bambole di pezza della stanza dei bambini si animassero? Cosa accadrebbe se, per gioco, si divertissero ad interpretare delle storie? E se, per una sera, la scelta cadesse sulla storia di Pinocchio?
L’emozionante classico raccontato attraverso il gioco degli attori, la magia delle ombre e le note della musica dal vivo. Sono queste le caratteristiche del classico collodiano dal punto di vista della Nomen Omen: il palcoscenico si trasforma nella stanza dei giochi, dove gli attori-bambole, costantemente in scena, vestono i panni dei personaggi del celebre romanzo riadattato nel rispetto dell’originale. L’atmosfera giocosa coinvolgerà direttamente la platea, servendo, ai piccoli spettatori e non solo, l’emozione del contatto immediato con la scena. Alle musiche, rigorosamente composte per l’occasione, è riservato inoltre un posto di primo piano; i musicisti non si limitano a sottolineare stati d’animo ma, condividendo la scena con gli attori, intessono con loro un vero e proprio dialogo sonoro. Le ombre, in ultimo, coadiuvano il dipanarsi dell’intreccio. Il tutto in una scenografia mutevole ed essenziale.

Tecnica: attori, musica dal vivo e teatro delle ombre
Età consigliata: per tutti

orari: ore 17 sabato ore 16 domenica
biglietti: intero € 10.00 ridotto € 8.00

Sabato 19 dicembre ore 17 e domenica 20 dicembre ore 11
YOGA TALES
I RACCONTI DELLO YOGA – SPETTACOLO PER BAMBINI

di e con MARIA GRAZIA SARANDREA e BASIA WAJS
Scenografie di MADDALENA GIANSANTI



Yoga Tales è uno spettacolo che recupera fiabe della cultura orientale e prende spunto dalla millenaria disciplina dello yoga. Questa rappresentazione è caratterizzata da atmosfere che destano la fantasia dei bambini attraverso scenografie simboliche, oggetti sonori e visivi con cui i bambini interagiscono, canti e danze che imparano ed eseguono durante lo spettacolo.
Si praticano inoltre alcune posizioni di yoga, ispirate alla natura e agli animali, che donano al corpo e alla mente equilibrio ed armonia.
Un’ esperienza che rappresenta un significativo punto di partenza per lo sviluppo della consapevolezza individuale dei bambini.