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TEATRO VCASCELLO
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DA SOLI NON SI È CATTIVI
Tre atti unici

a Matteo Latino

di Tiziana Tomasulo
regia Fabiana Iacozzilli
con Simone Barraco, Francesca Farcomeni, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Ramona Nardò, Francesco Zecca
aiuto regia Francesco Meloni
assistenti alla regia Federico Spinelli, Silvia Corona, Gianmarco Vettori, Francesca Sansone
scene Fiammetta Mandich
costumi Gian Maria Sposito, Davide Zanotti
trucco Simona Ruggeri, Laura Alessandri
disegno luci Valerio Geroldi
collaborazione artistica Riccardo Morucci, Alberto Bellandi, Giada Parlanti
una produzione Lafabbrica e La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello
in collaborazione con Centro Artistico Internazionale Il Girasole, Associazione Ex lavanderia, Centro Internazionale La Cometa, Sycamore T Company
con il sostegno di Kollatino Underground, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Scup Sport e Cultura Popolare, Clossa Lab


 

Presentazione

Forse è questo l'amore?
Questo mio amarmi attraverso gli altri?
Solo attraverso gli altri?
Questo mio bisogno degli altri per amarmi?
Tiziana Tomasulo

In scena tre atti unici, tre storie, tre squarci tratti dalle drammaturgie e dai racconti di Tiziana Tomasulo.
L'AMANTE ci racconta la spensierata vita di Barbara e Riccardo, una coppia. I nostri protagonisti stanno insieme da sedici anni e, come spesso accade alle coppie che convivono da tanti anni, fanno le stesse cose, hanno gli stessi gusti, le stesse movenze, gli stessi pensieri, gli stessi desideri, gli stessi tratti fisici...
Questa coppia che dunque è molto felice, vive la relazione unicamente come occasione per dimostrare all'altro di poter essere il migliore tra i due. La competizione e la voglia di primeggiare sull'altro li porteranno ad innamorarsi dello stesso uomo, Nancy, e ad essere pronti a tutto pur di conquistare l'amore del povero malcapitato.
Nella TELEFONATA la protagonista è una donna innamorata di un'altra donna che purtroppo si fa una semplice domanda: «la chiamo o non la chiamo?». Questa semplice domanda la porta a perdersi nei meandri della sua mente e a restare immobile.
Nel BAGNO vediamo invece un uomo che stura un cesso ed una donna che lo osserva, seduta su un bidet. Questi due esseri umani sono i resti/carcasse di una favola felice, sono ciò che resta del tempo che fu. L'uomo stura il cesso come se cercasse di sturare qualcos'altro, di stappare qualcosa che ha a che vedere con gli inceppi e le cadute di una relazione, di una storia d'amore, della fine di una storia d'amore; un qualcos'altro che ha a che vedere con quel momento in cui tutte le parole che si dicono "partono dal vuoto e vanno verso il vuoto". Unica salvezza? Forse lasciare che il cesso ci risucchi.
I personaggi di "Da soli non si è cattivi" sono dei poveretti incapaci di amare. Vorrebbero farlo, hanno bisogno di farlo ma, al tempo stesso, hanno paura dell'incontro con l'altro perché si vergognano profondamente di quello che sono.
Non si sentono all'altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e condannati alla solitudine.
I testi di Tiziana Tomasulo attraverso un'ironia raggelante ci imprigionano all'interno di un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. L'altro è visto come la possibilità di avere una conferma su quello che siamo ma anche, e soprattutto, un'occasione per scoprire che non siamo quello che immaginiamo di essere.


Dalla rassegna stampa
"Nel suo ricco intreccio di brillante ironia, umorismo nero e impietoso cinismo, Da soli non si è cattivi
ci ricorda l'importanza dell'astrazione, della creatività, dello slancio immaginifico nell'arte. E
meriterebbe cura. E attenzione. Anche se è fuori dagli under35, dai festival, dai soliti nomi.
Altrimenti, poi, non chiediamoci perché ultimamente sembra di vedere sempre lo stesso
spettacolo."
Giulio Sonno su Paper Street

"C'è una straordinaria capacità di leggere dentro al testo, un'attenta analisi delle possibilità
drammaturgiche e una fantasia dedita alla creazione"
Andrea Pocosgnich su Teatro e Critica

"Un cast di qualità, sorretto da scelte sceniche intriganti ed intelligenti rende lo spettacolo godibile
ed interessante."
Enrico Vulpiani su Saltinaria

"Un senso di inquietudine assale lo spettatore che ride a denti stretti"
Giovanni Recupido su Recensito.net
"con vigore coinvolgente Ramona Nardó restituisce le oscillazioni del personaggio fra la
disperazione grottesca dell'autocommiserazione e una comicità spiazzante"
Anna Barenghi su ilgrido.org